Ci si abitua a tutto?

Credo che oramai siano due mesi pieni che limito in maniera totale i miei contatti sociali fatti salvi quelli con l’insalatina al supermercato.

Poche sono le volte in cui mi sono mosso da casa.

Nelle prime settimane mi è sembrato tutto veramente straniante ma ora sto vivendo una situazione totalmente diversa. Quelle poche volte che sono andato a prendere i miei figli per il fine settimana quella poca strada che ci divide, una sessantina di chilometri, mi sono sembrati un viaggio infinito.

Evidentemente non sono più abituato a stare a lungo in auto.

Ultimamente ho trovato il mio ritmo ideale in questo lavorare da casa. I ritmi sono più incessanti rispetto al tradizionale lavoro in ufficio. La concentrazione è diventata via via più alta ed ora credo di avere raggiunto un ottimo equilibrio. Mi rendo conto di essere più efficiente ma mi rendo conto di lavorare molto.

In fondo anche ritrovarmi tra tutte le cose che mi piacciono mi rende questo periodo tutto sommato accettabile se non piacevole. La cucina, le mie letture, le chitarre e la musica, la scrittura. C’è lo spazio necessario che non è inquinato dagli appuntamenti lontano da casa, dai viaggi, dalle riunioni inutili e via dicendo.

Dopo un picco negativo la settimana scorsa posso dire che sto bene in questa situazione. Tornare alla normalità sarà certamente più difficile di quanto potessi immaginare.

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