Pescare

Da ragazzo andavo a pesca con i miei amici. A occhio e croce direi che sono passati una trentina d’anni dall’ultima volta che lo ho fatto seriamente.

Allora ricordo chiaramente che c’erano due o tre tipi di canne di pesca, altrettanta poca varietà di fili ed ami e lo stesso per quanto riguarda i mulinelli.

Si tornava comunque a casa con la soddisfazione di buone catture e tanto divertimento.

Tra poco tornerò a Giannutri per le vacanze con i bambini. Loro hanno espresso il desiderio di provare a pescare.

Sono quindi andato in un negozio specializzato per comprare un pò di attrezzatura.

Un incubo. Oramai la specializzazione è totale.

Ci sono una infinità di canne da pesca dei più diversi materiali e per ogni tipo di condizione d’uso. Dalla spiaggia, dalle rocce, per lo spinning, il bolentino, il carp fishing, il rock fishing e altre decine di cose di cui ho dovuto documentarmi su internet per capire di cosa si trattava.

Lo stesso per ogni singolo altro accessorio. Dalla lenza, al terminale, al mulinello, agli ami. Per non parlare delle esche artificiali che sembrano costruite per un singolo pesce a cui, forse, puoi anche dare un nome di persona.

Pensavo di cavarmela in una mezz’ora e invece ci sono rimasto per due ore.

Uscendo consideravo che comunque anche 30 anni fa si pescava senza grosse specializzazioni verticali e mi sono domandato quanto fosse innovazione e quanto, invece, fosse marketing.

Vedremo a Giannutri se il paniere sarà più nutrito di quando ero ragazzo.

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