Posti fighetti

E’ oramai un trend assodato il fatto che a Milano nascono posti fighetti.

Ci sono posti fighetti che durano lo spazio di una estate, posti fighetti che tirano fino al panettone, posti fighetti che durano qualche anno, posti che non nascono fighetti ma che alla fine lo diventano grazie alle frequentazioni.

Oggi mi sono fatto trascinare a pranzo in un posto diventato fighetto.

Non tanto fighetto da essere esclusivamente vegano e vegetariano ma sufficientemente fighetto da avere nel menu piatti tipici di quelle “religioni”.

Io non ho nulla contro i posti fighetti, ci mancherebbe.

Se ti piace condire un insalata con i fiori della valle immacolata per me va benissimo. Se insieme ad una battuta di Fassona mi proponi un gazpacho senza aglio lo accetto senza battere ciglio.

Lo stesso accade se mi offri da bere la tua acqua purificata… i più la chiamerebbero “l’acqua del sindaco”. Ci sto.

Detto questo non mi puoi guardare come un conclamato assassino se oso chiederti se nel menu ci sono delle patatine fritte. Dai. Sono patatine fritte, non filetti di balena protetta dell’artico.

Ho capito che vuoi fare il fighetto, ma c’è un limite e ti vorrei fare notare che qualche decina di anni fa nello stesso posto venivano serviti busecca e casoeula.

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