Andrà tutto bene…

brown wooden blocks on white table
Photo by Brett Jordan on Unsplash

E così abbiamo finalmente messo in archivio il 2020 e ci siamo avviati, lancia in resta, verso il 2021.


Il 2020 ha portato con sé un insieme di problemi di dimensioni enormi le cui conseguenze avranno ripercussioni di lunga durata e ora difficili da prevedere.

In tutta sincerità la narrazione del genere “Andrà tutto bene” ha cominciato a stufarmi. Parecchio. In fondo si tratta solo di una forma di ottimismo generalizzato che non funziona mai. Solo le pellicole di Hollywood sono in grado di rappresentare una realtà come quella.

No. Non andrà tutto bene. Meglio. Non andrà tutto bene per tutti indistintamente. Tutti porteremo addosso le cicatrici di questa pandemia per lungo, lunghissimo tempo. Tra coloro che, tutto sommato, se la saranno cavata ci saranno folte schiere di persone più o meno distrutte.

Relazioni che avranno raggiunto la piena consapevolezza della bugia che stavano vivendo, persone che subiranno gli strascichi emotivi e psicologici dell’isolamento forzato, aziende in grandi difficoltà, persone che non sapranno come mettere insieme il pranzo con la cena il tutto con a contorno un cambiamento che si è imposto con la forza di uno tsunami.

E questa è l’altra parte della narrazione che mi disturba. Leggo molte opinioni sul post pandemia e nessuna di esse mi convince. Sembra che quasi tutti siano in attesa che questo momento passi perché tutto ritorni come prima.

Il tema è che tutto non potrà mai essere come prima. Badate, non si tratta di pessimismo ma di semplice realismo. Non potrà essere tutto come prima.

Abbiamo subito, e stiamo subendo, un cambiamento che ci costringerà, obtorto collo, a ripensare il modo in cui la nostra società e la nostra economia funzionano.

Dire che sarà tutto come prima è proprio wishful thinking.
Detto questo, ed esaurita la dose giornaliera di pessimismo, io credo che avremo a disposizione una grande opportunità di riflettere e di cambiare. In primo luogo a livello personale ed in seguito a livello della società e della economia in cui viviamo.

Nella maggior parte dei casi non siamo pronti a questo. E’ più facile raccontarsi che tutto tornerà come prima.

Sarebbe un peccato mortale non approfittarne. E se proprio la società non ce la fa, almeno portiamoci a casa il cambiamento personale che è già tanta roba.


Shameless self promotion ahead…

Nel caso non ve ne foste accorti qui in giro c’è anche un podcast con il quale potrete intrattenervi.

Quello di seguito è l’ultimo episodio.

Qui, invece tutti gli episodi pubblicati sino ad ora: Parole Sparse – Il Podcast


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Claudio

Quando ci sono cambiamenti improvvisi, duraturi la cui fine non è prevedibile, niente rimane come prima. Ci saranno tanti che soffriranno per un (tanti) cambiamento(i) non richiesto(i). E anche in chi non lo da a vedere, ci sarà un trauma da superare.
Questo meccanismo spietato è poi alla base dell’evoluzione e della determinazione di nuovi bisogni da soddisfare, anche in termini mentali, sociali, legislativi.
Ci rimette al nostro posto nella storia, siamo un battito nella grande storia del mondo, possiamo lavorare su cosa fare in questa esistenza.

Last edited 3 giorni fa by Claudio