Come funzionano i miei Mac

Photo by Devin Pickell on Unsplash

Io credo che, come la maggior parte delle persone, non sarò mai soddisfatto del setup delle macchine con cui lavoro.

Alla fine sono sempre appresso a sistemare quel parametro o quell’altro. Ad installare quella utility o quello script nella vana speranza di arrivare ad un punto fermo.

Ora vi racconto come funzionano i miei Mac. Plurale perché in genere le macchine con cui lavoro sono due. La prima è un Macbook pro 16″ che se ne sta bello bello nello studio collegato ad un monitor 34″. E’ la macchina che Sketchin mi fornisce per lavorare. In salotto c’è il mio Macbook Air M1 che sostanzialmente vive sul divano.

Ora io lavoro indistintamente su una delle due macchine. Se ho qualche conference call od ho bisogno di particolare “spazio” sullo schermo me ne sto in studio mentre se sono più libero preferisco starmene sul mio divano con il cane appoggiato sulle mie gambe.

Questo, almeno per me, significa che le due macchine devono essere perfettamente identiche in modo che io possa saltare dall’una all’altra essendo sicuro che tutti i miei dati sono perfettamente sincronizzati e che tutte le mie impostazioni sono perfettamente identiche.

La cosa non è proprio banale, se non altro per quanto riguarda le impostazioni.

Così come è avvenuto di recente è arrivata la nuova macchina aziendale a sostituire la vecchia.

Installazione delle applicazioni

Il mio setup personale prevede una lista di applicazion che voglio assolutamente avere su tutte e due le macchine. La cosa che voglio evitare è dovere visitare i siti di trecento sviluppatori e scaricare le applicazioni una per una.

La prima cosa che faccio su una macchina appena accesa è avviare il terminale di sistema e scaricare ed installare brew.

Semplice e veloce.

Subito dopo avere fatto questo scarico dal mio iCloud uno script di setup che è una personalizzazione di quello che potrete trovare qui setup.sh

Qui c’è tutta la lista delle applicazioni che desidero vengano installate sia a livello di applicazioni Mac che applicazioni strettamente legate alla linea di comando.

Qui ognuno ci metta un pochino quello che desidera. Non è proprio una operazione alla portata di tutti ma se sei un pochino smanettone e maneggi qualche riga di bash ce la dovresti fare senza grandi problemi. Lo script è assolutamente semplice da leggere e comprendere.

A questo punto diciamo che l’ecosistema di applicazioni è completo. Inutile che vi lasci un link alla mia configurazione. Il concetto è semplice anche se ammetto che è una roba un pochino da smanettoni. Diciamo che fatto una volta è fatto quasi per sempre a meno di aggiunte nel tempo.

Impostazioni di sistema

Anche in questo caso desidero che i due sistemi siano assolutamente uniformi anche se qualche differenza c’è. Per esempio sul mio Mac con archiettura M1 uso Conda come ambiente virtuale per Python mentre sul mio Mac Intel uso il più classico venv.

Fortunatamente esiste una soluzione che mi permette di gestire queste differenze in maniera efficace.

Per gestire i files di configurazione uso chezmoi che ritengo essere una figata pazzesca. Con chezmoi mi salvo in un repository online tutti i miei file di configurazione e con un paio di righe di comando replico esattamente un ambiente da una macchina all’altra.

chezmoi appartiene a quella categoria di programmi che gestiscono i cosiddetti dotfiles. Ne esistono decine. Io ho scelto chezmoi per diverse ragioni:

  • Mi permette di salvare intere directory invece che singoli files (chezmoi add -r directory)
  • Non usa link simbolici per gestire i dotfiles.
  • Mi permette di customizzare le installazioni in funzione della architettura. Questo mi permette ad esempio di avere la stessa configurazione di tmux, zsh, vim sulla mia macchina virtuale Kali usando la stessa codebase comune a tutte le macchiine.
  • Non richiede privilegi di amminstratore per funzionare.

Anche in questo caso non vi lascio un link al mio repository si github. Come ho già scritto nel paragrafo precedente molto dipende dall’utilizzo che ogni persona deve fare del suo Mac e quindi non si può assolutamente generalizzare.

Quello che posso dire è che di applicazioni di questo genere ne ho provate decine ma, alla fine, chezmoi è quella che mi garantisce la maggiore semplicità pur con alcune idiosincrasie. In fondo, una volta capiti i concetti chiave, è una passeggiata di salute.

Con questi due strumenti posso avere una replica del mio sistema in pochi minuti. La velocità di installazione dipende grandemente dalla velocità della connessione ad internet.

A questo punto le macchine sono pronte.

Rimane la parte relativa alla sincronizzazione dei dati.

In questo caso uso un approccio totalmente basato su cloud.

I miei dati personali risiedono su iCloud. Nel momento in cui configuro il mio Apple ID sulla nuova macchina attivo iCloud e magicamente i miei files cominciano ad apparire sulla nuova macchina.

Per i dati aziendali uso GDrive che in realtà non prevede che nulla venga salvato sulla macchina lasciando tutto in rete.

In questo modo tutto quello che vive su una macchina viene automaticamente replicato sull’altra senza che io debba preoccuparmene.

Utilities

Io tendo ad essere molto minimalista nel mio setup. Il mio desktop è completamente vuoto a parte due folders che si chiamano “000 – TBA” e “010 Urgent/Important”.

Nel folder Urgent/Important ci sono tutti i documenti sui quali, a diverso titolo, sto lavorando in un particolare momento.

Nel folder TBA, che è un acronimo per To Be Archived, ci sono tutti i documenti che ho finito di lavorare e che devo archiviare. Va detto che io non sono un fanatico tassonomista. Per me l’archivio dei files è una unica cartella che, con grande sforzo di fantasia, si chiama Archive e che contiene il mare magno di tutti i documenti.

Faccio grande affidamento sulla qualità della indicizzazione e sulla ricerca per recuperare quello che mi serve. In quasi quindici anni che uso questo metodo non ha mai fallito un colpo.

In genere tendo a considerare macOS un gran bel sistema operativo ma ci sono un pò di cose che mi annoiano e per le quali trovo rimedio usando delle utilities.

bartender

Questa è una di quello che mi piace di più. Detesto quando la barra del menu si riempie di icone. Io voglio solo data e ora. Bartender mi permette di fare proprio questo. Nasconde tutte le icone della barra del menu e le rivela solo quando lo desidero. In realtà è molto più personalizzabile di così ma questo è il modo in cui lo uso io. Necessario e consigliato.

alfred

alfred è un’altra applicazione fondamentale per me. Tendo a sostituire la ricerca di spotlight con quella di Alfred perché velocizza di molto la mia operatività. Alfred fa un sacco di cose fighe come ad esempio permettere la creazione di workflow. Anche di questa non riuscirei a fare a meno.

magnet

Una delle cose che rende veramente debole macOS è la gestione delle finestre. Molto poco flessibile o, meglio, per nulla flessibile. Quando mi sono stufato di rdimensionare le finestre a manina sono stato più che felice di dare 7.99 dollari a CrowdCafé per scaricare Magnet.

aldente

Da quando siamo costretti a lavorare da casa i miei portatili sono quasi sempre collegati alla alimentazione il che potrebbe dare un pochino fastidio alla durata delle batterie nel lungo periodo. aldente mi permette di fare in modo di gestire al meglio la carica della batteria simulando la disconnessione della alimentazione anche se il Mac è comunque collegato alla presa di corrente.

uBar

Non mi è mai piaciuto il Dock di macOS ed è per questo motivo che da sempre uso uBar come eccellente sostituto. Minimalista a sufficienza per i miei gusti e decisamente customizzabbile per farmi vedere solo quello che io ritengo necessario.

Diciamo che queste sono le applicazioni fondamentali.

Dal momento che mi ritrovo abbastanza spesso ad avere bisogno di un terminale posso dire che non potrei mai fare a meno di:

Anche per quanto riguarda vim ho le mie idiosincrasie per quanto riguarda i plugin ma diciamo che venendo dalla vecchia scuola (vt100 mi manchi molto) non sono poi tanta roba. Diciamo che non vale la pena mezionarli.

Per quanto riguarda l’IDE in questo momento, lavorando principalmente con python, mi trovo molto bene on PyCharm Pro.

Comunque, ripeto, non è mai finita. Sono sempre lì a provare qualcosa di nuovo per rendere il mio ambiente di lavoro sempre migliore.

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