Contraddizioni

Mi rendo conto di vivere un insieme di contraddizioni. Per indole, carattere e formazione.

C’è una parte di me che vive nel passato remoto:

  • Mi faccio la barba con un rasoio a mano libera e monto la schiuma da barba in una ciotola di ceramica con un pennello. Lo faceva mio nonno e da piccino io volevo essere come lui.
  • Passo ore a pulire e lucidare le mie scarpe. Mio zio era un ufficiale dell’esercito in carriera e lo faceva lui. Da meno piccino volevo essere come mio zio.
  • Ritaglio articoli di giornale e li metto da parte così come prendo appunti solo scrivendo.
  • Apro la portiera della macchina quando una signora è in mia compagnia.
  • Mando ancora fiori e scrivo lettere, molte delle quali non vengono lette.
  • Faccio il pane in casa con il lievito madre che produco io.

Potrei continuare a lungo.

Un’altra parte di me adora in maniera totale ed assoluta la tecnologia:

  • La mia casa è completamente automatizzata. Posso parlare anche con dal divano alla mia lavatrice e farle fare ciò che desidero.
  • La mia sveglia è dinamica. Ogni mattina un aggeggio consulta il luogo nel quale devo recarmi per il primo appuntamento, si fa un giretto sulle API di Waze e Google per valutare le condizioni del traffico e dopo avere dato una occhiata alle condizioni meteo imposta la sveglia di conseguenza. Mi sveglia prima se c’è traffico o piove, mi lascia dormire sino all’ultimo minuto utile se tutto è tranquillo. Ovviamente il codice che fa funzionare tutto questo lo ho scritto io.
  • Qualsiasi cosa ripetitiva può essere fatta con del codice. Grazie Python.
  • Qualsiasi sistema può scambiare informazioni con qualsiasi altro sistema. Basta un pochino di colla, sempre di marca Python.
  • So come si scrive un device driver.

Anche in questo caso potrei proseguire molto a lungo.

Materiale da psicologo? Probabilmente sì.

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