In vacanza con Buzz

Mi capita di leggere oggi un pezzo di Guia Soncini che si intitola “All’armi siam specisti Considerare gli umani più importanti degli animali ormai è da eroi” e devo ammettere che mi trovo quasi totalmente d’accordo con ciò che scrive. L’articolo lo potete trovare qui.

L’unico paragrafo con il quale mi sento di sento di dissentire è il seguente:

Poiché la gente così priva di vita interiore da aver bisogno di mettersi un animale in casa è sempre di più, questa notazione è assai impopolare…

Non sto a dire per quale motivo io abbia deciso di avere un cane. In fondo sono affari miei e non sento affatto il bisogno di giustificarmi. Personalmente ritengo di avere un vita interiore decisamente molto ben proporzionata rispetto alla media che mi fermo spesso ad osservare. Debordante in alcune occasioni, oserei dire.

Quindi, in sostanza, possiedo un cane sebbene sia dotato di vita interiore.

Con il resto dello scritto sono d’accordo.

La Sig.ra Soncini è sempre molto tranchant nei suoi scritti e immagino che sia necessario affinché questi vengano pubblicati e, successivamente, letti ma ciò che scrive corrisponde a verità.

Faccio solo un paio di osservazioni frutto della mia recentissima vacanza con Buzz in Umbria e Abruzzo.

Per scelta ho deciso di fare seguire Buzz da una educatrice cinofila sin dal primo momento in cui ha varcato la soglia di casa. Questo non perché desiderassi che Buzz diventasse un animale da circo in grado di fare la zampa facendo un triplo salto mortale carpiato mentre acchiappa un frisbee in volo ma, piuttosto, perché volevo che imparasse da subito un sano modo di comportarsi in casa e di relazionarsi con le altre persone e con gli altri animali.

Per questo mi sento di dire che quando Buzz sta al ristorante, perché in qualche ristorante siamo andati, non ha mai nemmeno tentato di mettere le zampe sul tavolo, tantomeno sulla sedia o sulle ginocchia dei commensali. Non richiede mai cibo e si mette a dormire in attesa che il suo padrone, ovvero io, lo liberi da questa rottura di coglioni canina di livello 9 della scala Schiavone.

Buzz è un cane che non ha mai sporcato in casa e si limita a guardarmi per chiedere se il luogo in cui si trova è, secondo il mio giudizio, un luogo consentito dove rilasciare i frutti del suo metabolismo.

In sostanza potremmo dire che Buzz è un cane educato a vivere in una società civile.

Concordo pienamente sul fatto che non tutti i cani sono come Buzz e questa è decisamente una responsabilità del proprietario più che del cane.

A me avere intorno Buzz in vacanza ha fatto estremamente piacere e questo nonostante le sveglie alle 5.30, la necessità di avere a portata di mano tutto il suo armamentario e le limitazione che avere un cane comporta. Ad esempio non sono potuto entrare in un museo perché il canide non era ammesso. Me ne sono fatta una ragione.

Il tema è che avere un cane è una responsabilità e devi essere cosciente di quali queste limitazioni siano e devi decidere, ex ante, se sei disposto a quel genere di sacrifici. Oddio, sacrifici… non direi ma non mi veniva altro termine.

Io, personalmente, non ho imposto la presenza di Buzz a nessuno. In hotel, ben conscio del fatto che Buzz non poteva entrare nella sala del ristorante ho sempre pranzato e cenato all’aperto. A colazione abbiamo sempre scelto il terrazzo. Ho sempre scelto tavoli distanti dagli altri commensali ben sapendo che qualcuno potrebbe avere paura di un cane (anche se Buzz ha, come il sottoscritto, una naturale tendenza ad evitare gli estranei) o potrebbe non gradirne la presenza mentre si sta alimentando.

Per quanto riguarda la spiaggia mi sono informato in anticipo se ci fossero spiagge solo per cani e quando queste esistevano ci siamo andati. Quando non erano disponibili abbiamo rinunciato alla spiaggia e ci siamo dedicati ad altro.

Concludo dicendo che sono d’accordo sul fatto che stiamo parlando di animali, per quanto possiamo essere affezionati a loro. Questa deriva per cui “Il cane innanzitutto” mi ha un pochino rotto le palle. Ci deve essere una misura ed un giusto equilibrio altrimenti non funziona.

Basta entrare in un negozio di animali per comprendere a che livello di paranoia è arrivato il tema animali. Provate a scegliere un alimento per cani all’interno di uno questi negozi e ditemi se non ci mettete almeno un’ora e mezza prima di avere visionato tutte le decine di opzioni disponibili.

Ero scettico ma vi confesso che avere Buzz intorno è una meraviglia. Mentre scrivo queste righe in giardino è seduto ai miei piedi e non credo rinuncerei a nulla al mondo perché non fosse così.

Come sempre, si tratta di consapevolezza, equilibrio e buona educazione, nostra e del cane.


Shameless self promotion ahead…

Nel caso non ve ne foste accorti qui in giro c’è anche un podcast con il quale potrete intrattenervi.

Quello di seguito è l’ultimo episodio.

Qui, invece tutti gli episodi pubblicati sino ad ora: Parole Sparse – Il Podcast


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