Staccare la spina

black male plug in front of electric socket
Photo by Clint Patterson on Unsplash

In questo periodo di vacanze e, supposto, relax uno degli adagi che capita di ascoltare più spesso dalla nostra rete di contatti, specialmente lavorativa, è: “Ho bisogno di staccare la spina”.

Staccare la spina?

A me questa cosa lascia sempre piuttosto perplesso quando la sento ma, generalmente, evito commenti perché, alla mia età, non provo proprio nessun desiderio di dovermi trovare a giustificare i miei pensieri.

Ma staccare la spina da che cosa, esattamente?

Ora non voglio fare il Sergio Marchionne della situazione quando disse “Ma in ferie da cosa?” perché quel video mi ha sempre fatto un pochino ribrezzo. Aspettate, non venitemi contro lancia in resta sostenendo che la sua illuminata opinione era corretta e “come ti permetti di mettere in discussione uno dei più grandi capitani d’industria italiani?”.

Quello che intendo dire è che non aveva ragione in assoluto. Quella affermazione non era vera per tutti i dipendenti della FIAT del tempo. Si, è vero, FIAT perdeva 30 milioni di Euro al giorno in quei tempi (sto tentando di recuperare la cifra a memoria e quindi non ci metto la mano sul fuoco), ma cosa c’entra in tutto quello il povero Cipputi che menava la chiave inglese per otto ore al giorno? Quella affermazione era forse vera per i manager della azienda ma non per il resto della forza lavora che si faceva un mazzo tanto e di vacanze aveva pieno diritto.

Sto divagando, torniamo a bomba.

Non mi piace l’idea del dovere staccare la spina. Sopratutto in vacanza.

Quando io vado in vacanza non voglio staccare la spina, tutt’altro. La voglio attaccare perché di quei momenti così diversi dal mio quotidiano voglio vivere consapevolmente ogni singolo istante. Non voglio essere trasportato dal tempo senza viverlo e senza interagire intensamente con quello che mi circonda.

In questi giorni di vacanza Buzz si sveglia intorno alle sei del mattino e subito ha bisogno di essere portato fuori affinché non trasformi la mia camera d’albergo in una piscina al coperto. A me questa cosa piace perché mi lascia più tempo a disposizione. Apre una finestra su un tempo che posso usare, anche solo per guardarmi intorno e scambiare due parole con il portiere di notte dell’albergo.

In vacanza non stacco la spina. Chiedo, anzi, di cambiare la potenza del contatore perché voglio più corrente di quanto non abbia bisogno quando sono a casa in condizioni normali. Per questo quelli che mi vedono in vacanza faticano a comprendere perché mi trovo sempre in movimento. Non sempre movimento fisico ma, anche, intellettuale. Libri, articoli, scritture, chiacchiere. Questo è il momento in cui mi allontano dal mio quotidiano insieme di interessi e allargo la mia vista su altro.

Per questo non mi piace staccare la spina.


Shameless self promotion ahead…

Nel caso non ve ne foste accorti qui in giro c’è anche un podcast con il quale potrete intrattenervi.

Quello di seguito è l’ultimo episodio.

Qui, invece tutti gli episodi pubblicati sino ad ora: Parole Sparse – Il Podcast


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