Tutti vogliono parlare con le mie cose

In questo caso parlo di home automation.

Come ho scritto in passato la mia casa è piena di oggetti connessi. Faccio un breve riassunto di quali questi oggetti sono al momento:

  • Lampadine Philips HUE in tutta casa.
  • Sensori di movimento, temperatura e luminosità in tutta casa. (La funzione che mi interessava era il rivelatore di movimento)
  • Interruttori per le lampadine HUE che sostituiscono quelli tradizionali.
  • Diversi Personal Computers che svolgono funzioni diverse.
  • Un termostato Google Nest.
  • Una telecamera di sorveglianza Netatmo.
  • Diffusori Sonos abilitati con Alexa in tutte le stanze.
  • Beacon in tutte le stanze.
  • SmartTV Sony.
  • Playstation 4.
  • Router e WiFi repeater.
  • Macchina del caffè connessa ad Internet.
  • Stampante Epson.
  • Un iPad ed un paio di iPhone.
  • Qualche presa elettrica WiFi. (Ad esempio per la lavatrice)
  • Un Intel NUC che ho configurato con Proxmox per ospitare diversi giocattoli senza dovermi fare troppe menate di compatibilità e che ospita, tra le altre cose, il mio sistema di gestione delle automazioni.

Sono tutti oggetti che provengono da produttori diversi ed ognuno di essi ha una sua applicazione che utilizzo principalmente per configurare i prodotti.

Dopo averli configurati smetto di utilizzare le applicazioni dedicate e muovo tutto il necessario all’interno del mio sistema di gestione degli apparati. In questo momento sto usando Home Assistant che è diventato estremamente flessibile e potente.

Nonostante questo tutti questi sistemi vengono rilevati da Apple, Google ed Amazon che ogni volta mi suggeriscono di aggiungere i nuovi, per loro, oggetti, al loro ambiente di gestione della casa.

In primo luogo va detto che tutti e tre questi sistemi sono estremamente primitivi rispetto a quello che mi viene messo a disposizione da Home Assistant. Home Assistant non è il sistema più user friendly del mondo e ci va una buona dose di scripting per raggiungere obiettivi complessi. Inutile dire che è una delle cose che più mi piace di Home Assistant.

Considerato il fatto che sto già consegnando una enorme quantità di dati ad Apple, Google ed Amazon decido di rimanere su Home Assistant con l’illusione di avere il controllo di quanto accade in casa mia.

E’ interessante però considerare il fatto che la casa, ed i nostri comportamenti tra le mura domestiche, stanno diventando un nuovo campo di battaglia per le tre big tech. Anche gli ultimi annunci di Apple ne sono una chiara indicazione.

A parte questa considerazione è interessante notare il fatto che, finalmente direi, i sistemi di home automation cominciano a considerare il fatto che in casa ci possono vivere più persone e che i comportamenti delle automazioni possono variare a seconda di chi è in casa.

Per fare un esempio. La mia casa è distribuita su tre piani e sulle scale ci sono delle luci. Se sono a casa da solo ed i sensori rilevano il mio passaggio sulle scale le luci non si accendono. Se in casa ci sono anche i miei figli le luci si accendono per novanta secondi per poi spegnersi automaticamente.

Sostanzialmente il sistema si adatta alla presenza di persone diverse all’interno della abitazione.

Molte di queste transazioni rimangono all’interno del mio sistema. Apple, Google e Amazon non sanno quando sto salendo le scale, almeno credo.

L’idea di continuare ad essere il proprietario di queste informazioni sulla mia vita domestica in qualche modo mi rassicura. Ho la sensazione che si tratti di una falsa sensazione di sicurezza perché i singoli produttori di quei sistemi sono a conoscenza dei singoli eventi. Philips sa bene quando spengo le luci della camera da letto.

La sicurezza sta nel fatto che non potendo correlare questa informazioni con tutto il resto dei sistemi ha una visione parziale dei miei comportamenti. Ecco, questo è già più rassicurante.

Credo che sia un tema piuttosto rilevante da considerare per il prossimo futuro.

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