Un giorno dei più tristi

brown rock formation on sea during daytime
Photo by Pierre Bamin on Unsplash

Ti svegli al mattino con il pensiero rivolto alle cose che devi concludere nel corso della giornata. Ti alzi e cominci la tua routine come se fosse un giorno come gli altri. Quell’insieme di piccoli gesti quotidiani che servono a rassicurarci e ad accompagnarci nel corso della giornata.

Fai la prima telefonata della giornata e poi il telefono ti avvisa che è arrivato un messaggio. Non ci fai molto caso perché stai guidando e non ti vuoi distrarre.

Una volta arrivato a destinazione apri il messaggio e la giornata cambia tenore. Terribilmente.

Ti raggiunge la notizia che una tua amica, e collega, è venuta a mancare.

Lo rileggi decine di volte. Forse non hai capito, hai letto male. Deve essere uno stupido scherzo.

E poi capisci che è vero. Silvia non c’è più.

Il primo pensiero è di cancellare tutto e prendersi del tempo per assorbire il colpo e metabolizzare la notizia. Poi pensi che ti sei sentito con lei pochi giorni fa ed è impossibile, ed innaturale, che oggi non ci sia più.

Viene invaso da un dolore e da una tristezza enorme.

Silvia, prima che una collega di lavoro, era una amica. Una di quelle che quando hai bisogno sai che c’è. Sai che c’è anche quando non ne hai bisogno.

Ho conosciuto Silvia dieci anni fare durante una avventura professionale che ricordo con molto dolore. Silvia è stata una delle poche positive che salvo di quei tre anni. Durante il tempo che abbiamo passato insieme non ricordo una singola occasione in cui non mi abbia accolto con il suo sorriso solare.

La sua risata era contagiosa ed il suo modo di affrontare le cose unico.

Quando qualcuno viene a mancare si spendono sempre parole positivi ma, in questo caso, non sono mai state così vere.

Silvia era un essere umano unico nel suo modo di fare e di porsi. Una grande professionista con un cervello di un acume e profondità rari.

Quando si ricevono notizie come questa ti si riaprono un vagone di vecchie ferite. Pensi che con l’età che hai tu sia più forte e che tu abbia più strumenti per affrontarle. Purtroppo ti rendi conto che non è così e ti ritrovi in balia di una infinita tristezza che solo il tempo, forse, potà lenire.

Sono stato tentato di stare in silenzio ma alla fine ho deciso di salutarla pubblicamente. Confesso che le lacrime mi rigano il volto mentre scrivo queste righe e non credo di averne abbastanza, Silvia.

Ci sono poche persone che sono portatrici di una luce intellettuale unica. Silvia era, senza alcun dubbio, una di queste.

Io credo che tutti debbano sapere che mancherai molto come amica e come collega.

Oh, prima o poi ci si rivede. Fai buon viaggio, non posso credere che tutto sia finito qui.


Shameless self promotion ahead…

Nel caso non ve ne foste accorti qui in giro c’è anche un podcast con il quale potrete intrattenervi.

Quello di seguito è l’ultimo episodio.

Qui, invece tutti gli episodi pubblicati sino ad ora: Parole Sparse – Il Podcast


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Giorgio Cifani

Il tuo sentito ricordo di una persona che non conosco mi ha molto toccato. Che possa riposare in pace. Un abbraccio.