Mi trovo ad Aglioni, un piccolo borgo in Abruzzo dove passeremo qualche giorno insieme ai ragazzi. Il borgo in cui si trova l’agriturismo è molto piccolo. Le sue strade sono molto strette. Tanto strette che a malapena passa una utilitaria sul selciato di ciottolo.

Il borgo è piccino e l’agriturismo è distribuito in tutto il paese. Una camera qui, un’altra camera là e così via.

La porta della nostra camera affaccia direttamente sulla strada. Una camera piccina ma accogliente e con il bagno più strano che io abbia mai visto in vita mia.

Davanti alla porta c’è una pachina di ferro scolorita.

Mi alzo e mi faccio la doccia. Apro la porta della camera per uscire in strada a fumarmi una sigaretta. Sono le sette e trenta del mattino ed i ragazzi stanno ancora dormendo. Il silenzio regna sovrano se non fosse per un sommesso chiacchiericcio che si sente da dietro la porta.

Mi affaccio sulla porta e vedo due signori anziani seduti sulla panchina. Lui è un uomo sulla settantina con pochi capelli bianchi ma ben curati. Veste dei pantaloni pesanti ed una camica a quadri. Un cardigan pesante lo protegge dall’aria fresca del mattino. Lei sembra avere la stessa età e gli stessi capelli bianchi. Una gonna pesante, una camicetta ed un golfino.

Sono seduti vicinissimo l’uno all’altra e si tengono la mano. Mi immagino che siano marito e moglie.

Li saluto con un caloroso buongiorno e loro mi rispondono cordialmente.

Riprendono a chiacchierare tra loro in quella modo fitto che avevo sentito prima. Non riesco ad intendere che cosa si dicano ma stanno bene l’uno con l’altra.

Lei di quando in quando si porta la mano alla bocca per coprire la risata che qualcosa detto dall’uomo ha provocato. Anche lui ride a qualcosa che lei dice.

Ogni tanto si fermano e guardano le montagne intorno per poi riprendere a parlare.

Io cerco di finire la mia sigaretta in fretta perché mi sento un intruso. Li guardo e sorrido fino al momento in cui mi coglie un velo di tristezza per quello che poteva essere e non è stato.

Rientro in camera e ritrovo il sorriso. La loro felicità è contagiosa. Guardo i ragazzi nei loro letti e sono pronto per cominciare un’altra giornata.

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