Crocchette

Buzz in tutta la sua grandezza!

Uno degli aspetti rilevanti che comporta il fatto di possedere un cane è che questi va nutrito con regolarità.

Oggi Buzz, che sta per compiere tre mesi, fa due pasti al giorno di 150 grammi ognuno. Sto seguendo pedissequamente le indicazioni dell’allevatore e questo almeno fino alla sua prima visita dal veterinario.

Non sembra molto ma 300 grammi al giorno sono un botto di roba. Le confezioni piccole si esaurisco in tempo zero e per questo mi sono spostato sulle confezioni da 4 chilogrammi che sono un buon compromesso tra peso e maneggevolezza.

Per ora ho comprato il cibo presso un negozio fisico.

Questo il prezzo che ho pagato per la sua prima confezione di cibo:

Trenta Euro e novanta centesimi. A questo, ovviamente, si dovrebbe aggiungere il costo del carburante dell’auto e, potenzialmente, il costo del tempo che ho speso per andarlo a comperare. Questo tralasciando il fatto che questa commissione era tra le altre che comunque avrei dovuto fare.

A questo punto mi sono domandato se per caso Amazon fosse più conveniente di quanto non fosse il negozio fisico. Sono cliente Prime e quindi sulle spedizioni Prime non c’è costo aggiuntivo.

Mi collego al sito di Amazon e questo è quello che vedo:

A conti fatti sono 3,3 euro di differenza.

Considerato il fatto che Amazon consegna direttamente alla porta di casa e che dubito di avere speso meno di tre euro di carburante direi che forse mi converrebbe utilizzare Amazon per questo genere di acquisti.

Rimane la scocciatura di dovere essere in casa quando il corriere bussa alla porta e, come tutti sanno, questo evento è impredicibile come il 6 al SuperEnalotto.

Leggo poi un interessantissimo articolo su Amazon e qualche domanda me la faccio: Amazon Prime Is an Economy-Distorting Lie

L’articolo è illuminante per quanto riguarda la dinamica dei prezzi su Amazon. Lettura assolutamente consigliata ed anche da quanto ho dedotto con gli ordini da Smoking Tiger per il mio caffè per quanto riguarda il tema Buy Box. Trovata geniale ma che, fortunatamente, forse qualcuno sta cominciando ad investigare.


Shameless self promotion ahead…

Nel caso non ve ne foste accorti qui in giro c’è anche un podcast con il quale potrete intrattenervi.

Quello di seguito è l’ultimo episodio.

Qui, invece tutti gli episodi pubblicati sino ad ora: Parole Sparse – Il Podcast


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