In questi ultimi giorni i numeri sulla diffusione del virus Covid-19 stanno riprendendo la ribalta e, come tutti, sto cercando di capirci qualcosa.

I commenti sui numeri sono talmente tanti che riuscire a raccapezzarsi e trovare una univoca forma di interpretazione mi riesco particolarmente difficile. Semplicemente non ci riesco.

Quello che sto notando è che ci sono tendenzialmente due linee di pensiero ed una infinità varietà di vie di mezzo tra le due interpretazioni.

Da un lato quelli che dicono che i numeri sono molto diversi da quelli del periodo più nero di questa pandemia. Dall’altro quelli che dicono che ci stiamo per ritrovare nelle stesse condizioni in cui ci trovavamo mesi addietro.

Tutto questo mi disorienta e mi infastidisce.

Non riesco a farmi una idea precisa di quello che sta accadendo e per questa ragione ho deciso di dichiarare uno sciopero informativo. La smetterò di leggere qualsiasi informazioni che riguarda i numeri e le loro interpretazioni.

Mi limiterò a fare quello che io, personalmente, ritengo sensato.

Annullare completamente qualsiasi evento sociale che non riguardi la mia famiglia più stretta. Indossare sempre la maschera come forma di protezione personale e di rispetto per gli altri. Lavaggi compulsivi delle mani in qualsiasi momento io possa venire a contatto con il virus. Lavoro da casa dal momento che quello che faccio lo posso fare anche sulle cime del Kilimangiaro. Evitare qualsiasi contatto umano che non sia strettamente necessario (e ora, per me, sono veramente pochi).

Capisco che sto correndo il rischio di trasformarmi in un eremita ma, tutto sommato, io con me stesso sto veramente alla grande e, citando Nanni Moretti, non è che non mi piacciano tutte le persone, non mi piace la maggior parte delle persone.