La verità dei numeri

white printing paper with numbers
Photo by Mika Baumeister on Unsplash

Sono sempre stato affascinato dai numeri e dalle storie che i numeri raccontano.

Storie, appunto.

In questi mesi mi capita di leggere molti interventi, più o meno informati, sulle statistiche che riguardano la pandemia e la campagna vaccinale. Molte di queste si basano sulla lettura di numeri che sono a disposizione di chiunque sia in grado di maneggiarli.

“Maneggiare con cura”. Avvertimento apposto sulle preziose scatole che ci vengono consegnate a casa ma che si applica nello stesso preciso modo ai numeri. Qualsiasi numero.

In effetti i numeri raccontano una storia e, per grande fortuna, non esiste una sola storia.

Marc Bloch in “Apologia della storia” sosteneva che non esiste la storia, ma solo una interpretazione della storio. Questo perché il passato viene letto secondo la sensibilità e la cultura di chi la maneggia.

Qui ho tirato le definizioni un pochino per i capelli. “La storia che raccontano i numeri” e la “storia dell’umanità” non sono propriamente la stessa cosa ma il parallelo è evidente.

I numeri che ci vengono proposti vengono interpretati secondo la sensibilità, la cultura e, non ultimo, l’interesse personale di chi le legge. Certo, anche interesse personale. Lo facciamo tutti i giorni. Se leggiamo il bilancio di una azienda lo leggiamo e cerchiamo di trovarci dentro quello che ci aspettiamo o, per interesse, lo manipoliamo in modo che possa sostenere le nostre tesi.

In questo modo i numeri vengono usati secondo convenienza e, purtroppo, spesso in maniera assolutamente involontaria.

Se voglio sostenere che ci sono più infetti tra i vaccinati che non non tra i non vaccinati lo posso fare. Se voglio direi che il numero degli infetti è molto basso nonostante la viralità della variante Delta lo posso fare. I numeri sono proprio gli stessi.

Quei numeri raccontano le storie più diverse e l’unico augurio che mi faccio è che chi deve maneggiarli per prendere delle decisioni gravi per le persone e per il paese abbia la sensibilità, la cultura ed una assenza di interesse personale che gli permettano di fare la scelta giusta quale che sia la storia che i numeri sembrano raccontargli.

Mi rende relativamente tranquillo il fatto che, a pancia, il nostro Primo Ministro, Mario Draghi, con i numeri un pochino ci ha giocherellato negli anni e non mi sembra che lo abbia fatto in maniera disastrosa.


Shameless self promotion ahead…

Nel caso non ve ne foste accorti qui in giro c’è anche un podcast con il quale potrete intrattenervi.

Quello di seguito è l’ultimo episodio.

Qui, invece tutti gli episodi pubblicati sino ad ora: Parole Sparse – Il Podcast


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