MacBook Air M1 e Python

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Photo by Markus Spiske on Unsplash

Da qualche settimana quando non sono nel mio studio davanti al mio PC che uso per lavoro mi siedo in giardino e lavoro da lì usando il mio Macbook Air con architettura ARM.

Come ho scritto qualche giorno fa trovo che sia una gran macchina. Sufficientemente leggera per lavorarci tenendola sulle ginocchia e sufficientemente potente per fare quello che mi serve.

In questi giorni mi sono trovato a dovere lavorare con Python per mettere insieme un pochino di codice che facesse parlare tra loro Harvest, diversi foglie elettronici su Google Sheets, la nostra istanza di Salesforce ed un database di supporto, SQLite in questo caso.

Tutto sommato è stata una esperienza piacevole anche se non proprio indolore.

Mettere insieme un ambiente di sviluppo Python che funzionasse con tutte le librerie che ho utilizzato sul mio Mac M1 ha richiesto un po’ di ricerche ed un po’ di pazienza.

Il problema è che non tutto è immediatamente disponibile per la nuova architettura Apple e quindi ho dovuto trovare una via alternativa.

Alla fine dopo qualche ricerca la soluzione che ho trovato si basa su questi elementi:

  • Ho deciso di usare conda per gestire i miei ambienti virtuali Python e le relative librerie. Fortunatamente esiste una distribuzione che permette di installare un versione minimale di conda per architettura ARM. Su Mac l’installazione è banale usando brew: brew install miniforge
  • L’installazione di brew era stata altrettanto banale dato che supporto l’architettura ARM da qualche settimana.
  • A questo punto ho creato un ambiente virtuale con conda per il mio progetto ed ho installato tutte le librerie di cui avevo bisogno tra cui: matlib, numpy, pandas ed altre.
  • A questo punto ho configurato Visual Studio Code per l’utilizzo con conda e tutto ha funzionato a dovere.
  • L’unica cosa da sistemare è stato configurare coderunner per usare l’mabiente virtuale creato da conda. Se non si fa questo non è possibile usare il bottone esegui nella interfaccia di Visual Studio Code. Per fare questo è sufficiente aprire il file di configurazione di CodeRunner ed in particolare i valori presenti in code-runner.executorMap e modificare la linea “python” come segue: “python”:”$pythonPath $fullFileName”

Mi rimane ancora da fare in modo che l’ambiente virtuale venga attivato automaticamente nel terminale di Visual Studio Code ma è un male minore dato che può essere fatto manualmente da linea di comando.

Magari questo torna utile a qualcuno che sta seguendo lo stesso percorso.


Shameless self promotion ahead…

Nel caso non ve ne foste accorti qui in giro c’è anche un podcast con il quale potrete intrattenervi.

Quello di seguito è l’ultimo episodio.

Qui, invece tutti gli episodi pubblicati sino ad ora: Parole Sparse – Il Podcast


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