Riconoscimento facciale

man standing next to crowd with Donald Trump poster
Photo by Michael Ramey on Unsplash

E’ un dato di fatto che moltissime tecnologie avanzate sono oggi alla portata di chiunque sia in grado di maneggiare un qualsiasi linguaggio di programmazione. Spesso anche solo copiando qualche riga di codice dai moltissimi tutorial è possibile fare uso di strumenti estremamente potenti.

Il riconoscimento facciale è una di queste tecnologie.

A seguito degli eventi accaduti recentemente a Washington diversi programmatori si sono dedicati ad estrarre le immagini dei volti dei riottosi usando come base dati i video pubblicati su Parler.

In questo modo sono stati perfettamente in grado di identificare i movimenti delle persone all’interno del Campidoglio oltre che, in molti casi, la loro identità. Questo anche se le persone non avevano un account su Parler ma semplicemente per il fatto che era evidente la loro presenza in un video.

Tanto per dare una idea uno degli attori ha scritto che da circa 900 video su Parler è stato in grado di estrarre le immagini di 40.000 volti. A seguito della estrazione i volti sono stati classificati creando un set di immagini relativa ad ogni persona.

Pare inoltre che un bug sulla piattaforma di Parler abbia permesso di scaricare tutti i file video presenti sulla piattaforma prima che questa venisse messa offline per via della decisione di Amazon di bannarli dai propri servizi.

Qualcuno si è anche messo a costruire un sito web dedicato a visualizzare tutti i volti identificati durante l’evento. Non vi posto il link al sito per ovvi ed evidenti motivi ma troverete qui un articolo in cui se ne parla: This Site Published Every Face From Parler’s Capitol Riot Videos

Si parla sempre molto di democratizzazione della tecnologia e questo ne è certamente un esempio lampante. Scenario che apre certamente un tema importante. Sempre di più la tecnologia guadagna terreno sul fronte della sua semplicità, disponibilità e potenza.

In questo caso il riconoscimento facciale di massa non è più solo disponibile alle grandi aziende od alle agenzie governative. E’ alla portata di tutti con pochi click ed un editor di testo.

Io lo trovo un argomento estremamente importante su cui riflettere.


Shameless self promotion ahead…

Nel caso non ve ne foste accorti qui in giro c’è anche un podcast con il quale potrete intrattenervi.

Quello di seguito è l’ultimo episodio.

Qui, invece tutti gli episodi pubblicati sino ad ora: Parole Sparse – Il Podcast


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