Alla ricerca

Una delle grandi lezioni che ho imparato in questi cinquantatré anni di vita è questa: alla vastissima maggioranza delle persone non interessa proprio nulla di te.

Non gli interessa cosa dici o cosa fai. Il massimo che puoi ottenere durante qualsiasi manifestazione della tua socialità è un cenno di approvazione o di disapprovazione. La maggior parte delle volte, di pura indifferenza.

La stessa considerazione vale per me stesso. Potremmo citare Nanni Moretti nella sua interpretazione di Michele in Bianca:

Comunque…lo vuole sapere il mio problema? Non mi piacciono gli altri…

Bianca – Nanni Moretti – 1984

Vale la pensa sottolineare il fatto che per me non rappresenta affatto un problema. Il discorso che in seguito articola Michele con il suo psicologo è esattamente quello che voglio dire. Leggetelo se ne avete l’opportunità.

Rendersi conto del fatto che agli altri non interesse questo granché di te ti apre un mondo di possibilità. Puoi fare e dire praticamente quello che vuoi.

In un certo qual modo ti guadagni una libertà assoluta. Il solo confronto che apprezzi è quello con le, poche, persone che stimi e di cui, davvero, ti interessa qualcosa.

Si smette quindi di cercare di fare piacere agli altri e tentare di soddisfare le loro aspettative. Quello che fai è di cercare di soddisfare le tue aspettative. Quelle verso te stesso. Una naturale tensione verso la realizzazione di te stesso ed il raggiungimento di un traguardo che è la felicità.

Rimane un problema non marginale. Scoprire quali sono le nostre vere aspettative non è banale. Sono inutili quelle ricette tipiche di improbabili sistemi di auto aiuto che tramite una lista di soli dieci punti ti promettono una vita felicissima e senza problemi.

Sento spesso dire che per essere felici si deve scoprire la propria passione. Personalmente la ritengo una cazzatona.

Io credo che l’equilibrio sia possibile attraverso una grande opera di semplificazione. Eliminare tutto il superfluo, sia materiale che intellettuale. Questa operazione distrugge il paravento della quotidianità ma scopre il nucleo del tuo essere. Certo, è spaventoso. Scoprire che, tolta tutta l’infrastruttura inutile che ci circonda, del nostro essere rimane poco è devastante.

Ed invece scoprire quello che c’è davvero nel nucleo è una grandissima avventura che merita di essere intrapresa. In caso contrario sei, e resterai sempre, un coglione totale.

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