In fondo si riduce tutto ad una precisa gestione delle aspettative.

Le aspettative delle persone cui vuoi bene e che non ti vogliono bene, quelle di coloro che ti vogliono bene ma a cui tu non vuoi bene e le aspettative verso te stesso.

Nient’altro. In ultima analisi è inutile parlare di ricerca della felicità ma, piuttosto, di ricerca di un equilibrio verso le aspettative.

Lo stratagemma consiste nell’avere pochissime aspettative. Meglio ancora, nessuna aspettativa. Sono giunto alla convinzione che non avere aspettative è l’unica strada verso una esistenza serena. Si evitano una enorme quantità di delusioni, di rabbia, di rancore.

L’unico sensato approccio solido è avere aspettative solo verso sé stessi. Se si è maturati a sufficienza e si è smesso di raccontarsi delle bugie la scena è chiara. Verso te stesso puoi costruire delle aspettative ragionevoli che non rischiano di essere deluse.

Concentrandosi solo su quelle si elimina tutto il rumore di fondo e si può arrivare al nucleo. Tagliare tutto il superfluo e tutti i bisogni creati ad arte da altre persone, società o industrie.

Rimane solo l’essenziale. L’unica cosa per cui valga la pena.

Tutto il resto sono solo chiacchiere ed invenzioni.