Lorenzo continua ad essere attratto dalla cucina e, come sempre, potrebbe essere una passione cocente e passeggera. Credo che sia una cosa naturale per un tredicenne.

Lo osservo coltivare questo suo interesse e mi stupisce il suo modo di fare ricerca sul tema. Io personalmente mi sarei messo alla ricerca di libri da leggere o, al massimo, blog a tema. Per Lorenzo il principale strumento di ricerca e informazione è YouTube e Instagram. Cifra dei tempi mi verrebbe da dire.

La stessa cosa era successa quando ci siamo avvicinati all’universo della magia con le carte. Io libri e articoli, sopratutto di Genii, lui YouTube e Instagram. Considerando quello che abbiamo imparato a parità di tempo speso direi che non esiste una sostanziale differenza tra i due approcci.

In questi giorni stavo cercando un libro di cucina per principianti da regalargli in modo che provassa anche l’ebbrezza della parola scritta.

La prima evidenza è il fatto che la cucina è molto trendy in questi anni. Deve essere l’effetto MasterChef. Ci sono centinaia di libri sul tema e scegliere è difficile.

L’altra cosa che mi ha stupito è il fatto che molti dei libri ruotano intorno a due aggettivi: facilità e velocità.

Il titolo classico è qualcosa de genere: “Cento ricette di [genere di cibo a scelta] facili e veloci per impressionare i vostri ospiti”

Questo approccio mi turba. Vero è che il libro lo devi vendere e quindi non devi allontanare i tuoi clienti dicendogli che per usare le ricette devi essere Carlo Cracco. Altrettanto vero è che non tutto può essere facile e veloce.

E’ un trend comune di ogni hobby od interesse, ma anche di qualsiasi professione. Oramai si sprecano i corsi in cui diventi specialista di qualcosa in una settimana.

Oramai sono molto sensibile a questo genere di stronzate e mi si alza sempre il sopracciglio quando le leggo.

Ogni cosa ha la sua complessità e richiede tempo e costanza per poterla padroneggiare. Non tutto può essere reso semplice e veloce.

La sostanza secondo me è che qualsiasi cosa può essere resa semplice nell’approccio, nella narrazione, nei contenuti e nel modo di esporla ad un pubblico non preparato. Non può per sua natura essere un percorso veloce.

Ultima cosa interessante nessuno dice che per diventare un maestro di qualsiasi disciplina il fallimento è uno degli strumenti principali. Provare e riprovare a fare qualcosa fino al momento in cui ogni momento è efficace e senza spreco. In questo campo i giapponesi insegnano.

Insomma, ci vuole sudore.