Qualche tempo addietro mi è caduto l’occhio su questa immagine di Matteo Salvini che sbarca a Venezia per la Biennale Cinema 2020.

No, non si tratta di uno scritto che ha a che fare con la politica. Mi interessa parlare del fatto che l’abito non fa il monaco.

A causa della educazione che ho ricevuto su alcuni argomenti sono veramente un maniaco. Chi mi conosce sa benissimo che generalmente il mio modo di vestire è piuttosto sciolto. Non esito ad indossare dei pantaloni corti ed una tshirt quando ne ho voglia.

Questo non toglie che quando serve eleganza sono perfettamente in grado di gestire la situazione. In quel caso tutto il mio retaggio culturale e l’educazione ricevuta dai miei genitori ma in particolar modo da mio zio Rolando torna prepotentemente a manifestarsi.

Lo smoking non è un abito facile da indossare. Non puoi improvvisare quando lo indossi. Ci sono regole ferree da seguire.

Non entro nel merito perché è del tutto inutile, ma in questa foto di Matteo Salvini con il suo smoking ci sono almeno due errori gravi. Due errori che mia madre avrebbe sottolineato con doppio tratto blu. A volere ben guardare gli errori sono tre, sebbene il terzo sia minore. Diciamo un errore da tratto rosso.

L’eleganza è fatta di particolari. Lo smoking è fatto di particolari e di questi particolari si nutre per essere perfetto.

In sartoria si parla di petite oie che è la grande assente nella mise di Matteo Salvini mentre è quasi assoluta nella persona che lo accompagna.

Dai, Matteo, ci hai provato. La prossima volta fatti aiutare da qualcuno bravo che sappia maneggiare con cura e sapienza forbici, ago e filo. Se, in alternativa, lo smoking lo affitti, affidati a qualcuno bravo.