correntedebole ed il suo server

In qualche occasione mi capita di discutere sul perché il blog di Corrente Debole vive su un server dedicato che ogni mese pago perché rimanga in piedi.

Alla data di oggi il blog funziona per mezzo di una istanza di WordPress che continuo a manutenere regolarmente. Su quella istanza di WordPress ci sono installati una manciata di plugin che in maniera automatica si occupano di diffondere i post sui vari social media. Ad oggi i post vengono diffusi su Medium, LinkedIn e Facebook.

Se pensiamo ai tre siti su cui vengono diffusi i contenuti è ben evidente il fatto che Corrente Debole potrebbe vivere tranquillamente, e gratuitamente, su uno di quelli. Una pagina su Facebook, una Publication su Medium o dei semplici post su LinkedIn.

Se facessi così risparmiere qualche decina di dollari all’anno per l’hosting che sto utilizzando.

E qui si fermano i vantaggi.

Ospitare il blog su un sistema che governo io mi permette di:

  • Scrivere quello che mi pare senza dovermi preoccupare troppo dei termini e condizioni degli altri siti. Nella peggiore delle ipotesi verrò escluso da uno dei siti satellite ma il contenuto rimarrebbe sempre online e disponibile. Ovviamente ammesso che io non infranga alcuna legge.
  • Rimango il proprietario assoluto dei miei contenuti. Quesi vero dato il fatto che il contenuto viene diffuso su altre piattaforme ma è altrettanto vero che la prima pubblicazione avviene sul mio sito.
  • Nel caso in cui un giorno mi venga l’idea di monetizzare in qualche modo avrei maggiori strumenti a disposizione per farlo.

Ovviamente ci sono anche degli svantaggi:

  • Un semplice repost sulle altre piattaforme non sfrutta al meglio le potenzialità che le altre piattaforme offrono. Ad esempio non posso pubblicare un post su Medium che rientri nel walled garden.
  • C’è comunque un costo associato alla disponibilità del server.
  • Il server non sarebbe in grado di potere gestire un traffico equivalente a quello che possono gestire le altre piattaforme. Problema secondario dato che questa cosa viene letta da quattro gatti.
  • Il server va comunque aggiornato e gestito ma, diciamo, questa è una parte che mi diverte parecchio.

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Stefano

E Twitter! La condivisione automatica credo avvenga anche su Twitter 🙂 Io almeno ho scoperto questo blog proprio dalla mia timeline Twitter 🙂