Di Dashboard e Vaccinazioni – Podcast – Episodio 7

La scorsa settimana il Governo Italiano ha reso disponibile per i cittadini una dashboard attraverso la quale è possibile visualizzare lo stato della diffusione del vaccino per il virus COVID-19.

La dashboard di cui stiamo parlando è disponibile seguendo questo link: Dashboard

Lo scopo di questo episodio è quello di mettere in evidenza tutte le cose che, secondo la mia personale opinione, non funzionano:

  • Per quale motivo la dashboard è ospitata su un sito di Microsoft?
  • Per quale motivo non esiste una privacy policy sebbene il sito in questione depositi nel mio browser una discreta quantità di cookies che si fanno gli affari miei?
  • Perché non è stata offerta la possibilità di scaricare i dati grezzi?
  • Perché mancano i dati fondamentali per capire quello che sta accadendo?

La sostanza è che si ha la netta percezione che questo sia un lavoro fatto in fretta e furia per riparare ad una dimenticanza.

L’ennesima occasione perduta da parte della Pubblica Amministrazione di fare le cose per bene.

Link discussi nell’episodio:

Benvenuti a questo nuovo episodio del podcast Parole Sparse. Oggi parleremo della dashboard attraverso la quale il Ministero della Sanità, ed in senso lato il Governo Italiano, comunica ai cittadini lo stato delle vaccinazioni per il COVID-19.

Ora, io non è che mi diverta particolarmente a criticare quello che viene fatto dal governo ma il punto è che tutto viene gestito con una leggerezza ed una superficialità che mi fanno davvero paura.

Io sono sempre stato un grande sostenitore del motto "meglio fatto che perfetto" ma qui  si continua ad esagerare e proprio da parte di quelle istituzioni che sono chiamate a gestire una emergenza grave e complessa trovandosi nella necessità di dovere comunicare efficienza ed efficacia. Mi sembra che siamo ben lontani dal raggiungimento di questo obiettivo.

Bene, vediamo insieme quello che è successo.

Con grande clamore, del tutto giustificato devo dire, viene annunciata da parte del governo la ricezione della prima spedizione di vaccini contro il COVID-19.

In maniera molto scenografica viene organizzata questa spedizione che utilizza un furgone. Niente da dire su questo. E' un giorno importante e costruirci sopra una buona narrazione mi sembra una cosa non solo positiva ma, quasi dovuta. E' un momento importantissimo e credo che come tale vada opportunamente celebrato.

Poche ore dopo, seguendo la stessa strategia di comunicazione, vengono diffuse le immagini delle prime persone vaccinate. Direi che dal punto di vista della comunicazione stiamo andando bene sebbene non benissimo. Come nota a margine va sottolineato il fatto che delle persone che vengono vaccinate si diffonde l'identità e queste vengono fatte oggetto di insulti e minacce da parte di una schiera di persona che non esito a definire "coglioni totali". A questo punto mi sarei aspettato che il Governo andasse a prendere per la collottola tutti questi imbecilli e li portasse davanti ad un tribunale affinché rendessero conto del loro comportamento davanti ad un giudice. Purtroppo ho il sospetto che non sia avvenuto nulla di tutto ciò e che le persone si siano ritrovate a dovere gestire da sole il problema. Prova ne è il fatto che una infermiera, di cui non cito il nome per ovvi ed evidenti motivi, si è vista costretta a chiudere tutti i profili social per via degli insulti e delle minacce ricevute.

Imbecilli ed ignoranti. Non ho altro giudizio da dare a riguardo. Nota a margine: nel caso in cui qui intorno ci siano ascoltatori che hanno qualcosa contro i vaccini li pregherei di allontanarsi senza fare troppo rumore e dedicarsi a qualcosa di più interessante per loro.

Esaurita questa parentesi, torniamo alla nostra storia.

Parte quindi la campagna vaccinale e qualcuno realizza che sarebbe il caso di dare conto ai cittadini dello stato della campagna vaccinale in Italia.

A pancia mi verrebbe da dire che non ci aveva pensato nessuno, forse troppo concentrati sulla organizzazione della logistica e delle prime somministrazioni.

Credo che prova ne sia lo stringato comunicato attraverso il quale il Commissario Straordinario per l'Emergenza COVID-19 annuncia la disponibilità di un sito attraverso il quale il cittadino può monitorare lo stato della campagna di vaccinazione.

Il comunicato si riduce ad una singola frase. Ve la leggo:

"In questa sezione sono raccolti i dati e le statistiche relativi alla somministrazione dei vaccini su tutto il territorio nazionale:"

Segue il link alla famigerata sezione.

- Report Vaccini anti COVID19

Accidenti. Mi sarei aspettato qualcosa di più articolato e che passasse qualche messaggio parallelo. Niente. Poco più che la pubblicazione di un link. Questo rafforza la mia idea che al tema specifico non aveva pensato nessuno. Tristezza e disagio,, diffusi.

Dai, non scoraggiamoci. Forse per una volta sono comunque riusciti a fare le cose come si deve.

Ehm, no. Non è così.

Seguo il link che mi porta alla pagina che visualizza una dashboard relativa alla campagna vaccinale.

Aspetto che la pagina si carichi sul mio browser e.... mi cadono le braccia istantaneamente.

No, dai. Davvero?

La prima cosa che mi colpisce è che la dashboard non risponde ad un dominio del governo ma ad un dominio di Microsoft, in particolare uno relativo al loro strumento di Business Intelligence chiamato Power BI.

Ora, io non credo che ci sia niente di male ad usare un partner per la realizzazione della dashboard, tutt'altro. Power BI è uno degli strumenti di Business Intelligence tra i più conosciuti ed utilizzati al pari di sistemi come Qlik Sense anche se, diciamolo, per visualizzare quel set di dati un sistema di Business Intelligence non è overkill, di più. Con ogni probabilità stiamo parlando di qualche foglio di calcolo con qualche migliaio di righe. Un sistema di Business Intelligence è in grado di gestire in maniera efficace milioni di record senza battere ciglio.

Ad ogni modo, ripeto, ci sta.

Peccato che io, come cittadino, mi aspetto che queste informazioni vivano su un sistema che sia marchiato come appartenente al governo o, in alternativa, che tu comunicassi una partnership con Microsoft per la realizzazione della dashboard. Nessuna delle due cose.

Hai mancato la prima ipotesi e quindi io, come cittadino, mi domando per quale motivo i dati relativi ad una emergenza nazionale stanno su un dominio di proprietà di una multinazionale.

Hai mancato la seconda ipotesi perdendo una buona occasione di comunicazione per entrambi gli attori coinvolti.

Insomma lo hai fatto male.

Soprassediamo ed andiamo avanti.

Scorro tutta la pagina della dashboard e mi viene un dubbio. Ma per quale motivo la pagina in questione non mi ha chiesto di accettare una privacy policy? La cosa, ormai, è un requisito di legge.

La risposta è semplice.

La privacy policy semplicemente per questa pagina non esiste. Non se ne fa nessuna menzione in tutta la pagina e non compare alcun popup che ti chieda di accettarla.

A questo punto è ben evidente che questo sito viola la legge, ed è veramente curioso il fatto che in prima battuta sia Microsoft a farlo, sebbene per conto del Governo Italiano. Per assurdo il garante potrebbe trovarsi a sanzionare Microsoft per una iniziativa che proviene da un altro settore del Governo. Tutto questo sarebbe semplicemente fantastico se non si rasentasse il ridicolo.

Torniamo alla dashboard.

Chi ha maneggiato uno strumento di Business Intelligence sa bene che in genere esiste la possibilità di esporre i dati sottostanti perché questi possano essere scaricati ed utilizzati con altri strumenti.
Di tutto questo non esiste traccia sulla dashboard in questione.

Tutto questo in barba alla politica degli Open Data che il Governo ha sbandierato ai quattro venti negli anni passati.

Anche in questo caso credo che si tratti semplicemente di una mancanza dovuta alla fretta ma è comunque una mancanza grave dal mio punto di vista. Perché non esporre i dati grezzi in modo che possa esserci una doppia verifica da parte di chiunque voglia spendere del tempo per farlo?

Quello che mi viene da pensare è che, ad un certo punto, qualcuno abbia pensato qualcosa del tipo: "Cavolo, ma di questa roba dobbiamo dare conto ai cittadini. Non ci avevamo pensato. Chi tra i nostri fornitori ci può fare questa cosa in un giorno e senza spendere una lira?"

Ecco, la risposta è sotto gli occhi di tutti.

Vero è che a pensare male si fa peccato, ma molto spesso ci si prende.

Veniamo ai contenuti.

Davvero, non faccio alcun commento sul design della dashboard perché sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. E' veramente imbarazzante. Credo che non abbia richiesto più di una mezza giornata di lavoro per essere realizzata e non c'è molto pensiero dietro.

La pagina non è nemmeno responsive e sul mio iPhone la mia presbiopia non mi permette di leggerla.

Altra conferma che questa cosa è stata realizzata in fretta e furia.

Ho dei grandi dubbi anche sulla qualità dei dai che vengono esposti. Sostanzialmente si tratta di grandi sommoni, per citare la mia professoressa di Analisi all'università. Niente di più.

Il dato in senso lato ci sta ma non credo che sia sufficiente.

Essendo questa una campagna vaccinale credo che sarebbe stato utile anche un dato relativo alla velocità con la quale i vaccini vengono somministrati nel tempo. Questo dato sarebbe stato molto utile al Governo per rendere evidente ai cittadini come lo sforzo di diffondere il vaccino si stesse sviluppando nel tempo. Certo andava spiegato. La velocità non sarebbe potuta crescere più di tanto per via della limitata disponibilità del vaccino da un lato e la difficoltà logistica della somministrazione dall'alto. Sarebbe stata una buona occasione per fare capire ai cittadini la complessità che sottende ad una campagna di questo genere.

Ancora. La pandemia che stiamo vivendo e la comunicazione dei dati giornalieri dovrebbe avere reso evidente a tutti, almeno a quelli che davvero intendono capirne qualcosa, che il dato assoluto non serve ad un tubazzo di niente. Questo è ancora più vero per quanto riguarda una campagna vaccinale.

Ho capito che mi fai vedere quanti vaccini hai somministrato rispetto a quelli che hai a disposizione ma perché non mi fai vedere la percentuale di popolazione che hai coperto con le vaccinazioni somministrate e, sopratutto, perché non mi fai vedere la velocità relativa del processo vaccinale?

Chiunque si sia mai trovato a disegnare una dashboard sa benissimo che la chiave perché questa sia efficace è la corretta individuazione dei parametri che vengono visualizzati e la loro relazione. Poi è vero che ci sarà un tema di Architettura della Informazione, Visual ed Interaction design ma questo verrà solo dopo.  E questo nonostante ci siano in Italia persone che si occupano di Data Visualisation che non sono seconde a nessuno nel mondo! Se li volete ho un paio di nomi a disposizione. Contattatemi.

Qui, ancora una volta, nasce il sospetto che sia stato fatto tutto in fretta e male senza metterci la testa, senza esprimere un pensiero riguardo quello che si voleva comunicare. Vediamo che dati abbiamo a disposizione e facciamo vedere quelli. In fretta per cortesia che ce ne eravamo dimenticati.

Personalmente ritengo che questo aspetto di comunicazione non fosse affatto banale. Poteva essere uno strumento potente e lo abbiamo mandato in vacca, giusto per non usare espressioni più colorite che non sta bene.

Non è accaduto nulla di tutto questo e noi, in Lombardia, ci siamo dovuti sorbire l'ennesima giustificazione stupida e falsa di quell'ignorante dell'assessore Gallera.

Ancora una volta, non lo avete fatto bene.

Sono tutte occasioni perdute che alla fine non fanno altro che instillare nei cittadini l'idea che siamo governati da dilettanti allo sbaraglio.

Ed anche oggi siamo arrivati alla fine.

Grazie per essere stati con me anche in questa occasione. Vi aspetto al prossimo episodio!

Grazie!

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Cover Image Credits: Photo by Lukas Blazek on Unsplash

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