E quindi…

Photo by Tom Radetzki on Unsplash

… i complottisti avevano ragione?

Verrebbe da dire di sì. Mi riferisco ai dubbi che si levarono sui temi relativi alla privacy ed all’uso dei dati raccolti dopo il lancio della applicazione Immuni in Italia e di applicazioni simili nel resto del mondo.

Qualcuno dubitò che le informazioni raccolte da queste applicazioni potessero essere utilizzate in maniera inappropriata o non strettamente legate al tracciamento dei contatti tra possibili soggetti infetti.

Al tempo tutti sostennero che questo era un rischio che non esisteva e, personalmente, anche io ritenni che il rischio era marginale.

Ebbene, mi sbagliavo.

La polizia tedesca ha utilizzato i dati raccolti da una applicazione per il tracciamento dei contagi per identificare i testimoni di un crimine.

Lo riporta il Washington Post in questo articolo: German Police used a tracing app to scout crime witnesses. Some fear that’s fuel for covid conspiracists.

Vi consiglio la lettura dell’articolo. In primo luogo perché credo che il Washington Post sia una fonte autorevole ed in secondo luogo perché il contenuto è interessante.

A quanto pare nel corso della pandemia ci sono stati migliaia di richieste da parte dei corpi di polizia di diversi paesi per l’ottenimento di informazioni raccolte da applicazioni simile alla nostrana Immuni.

In parte trovo corretto il commento del Washing Post che sostiene che tali episodi sono un carburante perfetto per le ipotesi complottiste che circondando questa pandemia. Credo che sia vero che notizie come questa possano contribuire ad alimentare le più fantasiose ipotesi.

D’altra parte è inevitabile notare che si tratta di un fatto gravissimo.

Se un paese particolarmente attento ai temi della privacy come la Germania si trova a rilevare un caso come questo è perfettamente chiaro che ci sono delle cose che hanno smesso di funzionare.

La legislazione sulla privacy. Io mi dichiaro d’accordo a fornire dei dati sensibili sulla mia persona a fronte della garanzia che questi dati vengano usato per uno, ed uno solo, caso specifico. In sostanza firmiamo un contratto, così come facciamo in qualsiasi momento accettiamo i termini e condizioni di un qualsiasi prodotto o servizio. Se poi mi accorgo che tu rilasci quelle informazioni a chiunque, ed in particolare a forze di polizia, col cavolo che mi fiderò ancora di te.

Se la legislazione non riesce a proteggere i miei dati la mia fiducia nelle istituzioni scende al minimo e, semplicemente, io smetto di fidarmi.

Devo confessare che questa notizia mi ha decisamente scosso ed ora in avanti ci penserò tre volte prima di accettare di cedere i miei dati personali.

Avevo installato Immuni perché contavo su quella protezione e perché ritenevo fosse la cosa giusta da fare. Oggi la ho disinstallata dal mio iPhone perché, molto semplicemente, non mi fido di chi dovrebbe proteggere le importanti informazioni che sto cedendo.

In parte, e mi pesa dirlo, chi pensava ad un complotto forse aveva una qualche ragione.

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