Ed anche oggi… vado in moto domani

Photo by Austris Augusts on Unsplash

Sono sceso in garage con la sacra intenzione di dare una bella pulita alla mia motocicletta. Armato di secchio, spugne, stracci, pelle di daino e di tutto quello che è necessario per restituire alle cromature la bellezza che si meritano.

Mi sono messo al lavoro e dopo una oretta scarsa di lavoro la motocicletta era, finalmente, tornata al suo antico splendore. Sì perché la ragazza ha i suoi anni e ha bisogno di cure attente ed amorevoli.

Mi sono fermato a guardare le gomme bianche con il battistrada nero, le cromature del motore e degli accessori, la sua linea imponente ed ho sorriso. Dai, ci siamo quasi. Dopo un anno di fermo per via della presenza del cucciolo non ci sono storie. Quest’anno torno in strada e mi diverto senza pensare a nulla che non sia la strada, il vento ed il rumore del motore.

Ci siamo quasi. Prendiamo il caricabatterie e cerchiamo di dare una botta di vita alla batteria che sicuramente durante l’inverno ha sofferto un pochino nonostante le ripetute infusioni di energia.

Dopo quattro ore scendo nuovamente e scollego il caricabatterie. Tutto sembra essere pronto.

Mi accorgo che mi sono dimenticato le chiavi. Risali in casa. Prendi le chiavi e riscendi.

Giro il comando per dare energia alla moto. Tutto sembra in perfetto ordine. Non ci sono spie accese a segnalare qualche problema. Metto il cambio in folle, aspetto che la luce della pompa dell’olio si spenga e premo il bottone di avvio mentre stringo la frizione.

Mezzo secondo e la motocicletta si accende. Immaginavo di fare un pochino di fatica dopo il fermo ma lei mi ha stupito, come sempre.

Il rumore dei suoi 1584 cc riempie il garage e le mie orecchie. Io lo ho sempre considerato un suono affascinante ed insieme alle sue linee fanno di questa motocicletta il mio sogno. Ho sempre desiderato proprio questa moto ed ora è pronta per mettersi in movimento.

E’ appena passato l’equinozio di primavera e le temperature stanno salendo velocemente. Sabato pomeriggio ho letto sul cruscotto della macchina una temperatura di 20 gradi centigradi. Il mio fisico di quasi cinquantacinquenne è ora in grado di sopportare quella temperatura.

Una veloce verifica dei documenti per controllare che l’assicurazione sia a posto conclude la procedura.

Il casco, la giacca, gli stivali, i guanti, il paraschiena sono anche loro in posizione di combattimento.

Tutto è pronto! Domani si può andare a fare un giro. Potrei sacrificare la pausa pranzo per fare un giretto. Sì, è una buona idea. Un giretto in moto vale bene un piatto di pasta. Non è certo “Parigi val bene una messa” ma ognuno ha i suoi obiettivi personali e non si discute.

E poi, in serata, arrivano le nuvole. La temperatura si abbassa notevolmente. Al mio risveglio questa mattina, piove.

Ed anche oggi vado in moto domani.

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