Ed ancora banca…

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Photo by Markus Spiske on Unsplash

Questa mattina dopo un’altra attesa estenuante sono riuscito a mettermi in contatto con l’assistenza clienti di Intesa San Paolo.

La prima cosa da sottolineare è la gentilezza degli operatori. Nonostante la pressione cui sono sottoposti si sono rivelati molto gentili, professionali e competenti. Se non altro questo pezzo del customer journey ha funzionato a dovere.

Spendo quindi un po’ di tempo a spiegare il mio problema e l’operatore mi dice che sono comunque in buona compagnia. Beh, se non altro non sono stupido e non sono l’unico a non avere capito come questo doveva essere fatto.

Mi vengono prospettate due opzioni per lo sblocco del mio conto:

  1. Recarmi presso una filiale Intesa San Paolo e fare richiesta di sblocco ad uno sportello. Opzione subito scartata perché durante una pandemia non credo che sia il caso di spostarsi senza grandi necessità.
  2. Attendere la ricezione di un modulo via posta elettronica, stamparlo, compilarlo in tutte le sue parti, firmarlo e scansionarlo per poi restituirlo insieme ad una copia dei miei documenti di identità. Molto digital transformation in effetti.

Attendo quindi con ansia la ricezione del documento da compilare che in effetti arriva dopo pochi secondi.

Il documento è uno scarna pagina in formato PDF senza nessuna intestazione e nessun brand. Niente di niente.

Il documento non è nemmeno stato creato come un documento PDF pronto ad essere riempito con i dati. Mi viene la tentazione di andare a vedere i metadati del documento che mi hanno inviato e di fatto è un documento che è stato creato il 15.10.2020 e modificato l’ultima volta il 15.4.2021. Questo è un segno evidente che ci hanno messo mano a valle delle centinaia di clienti (come ha confessato l’operatore), che hanno avuto problemi durante la migrazione.

Il documento è stato creato da PDF Creator che non è molto comune e da un utente dalla identità inintellegibile.

A questo punto, però, è anche ora di lavorare un pochino per cui sospendo le mie indagini e mano quanto richiesto.

Mi è stato detto che ci vorranno tra le 24 e 48 ore perché il mio conto venga sbloccato.

Oh, se vi aspettate dei soldi da me in questi giorni e non li ricevete sappiate che non è colpa mia.

Evviva la trasformazione digitale!


Shameless self promotion ahead…

Nel caso non ve ne foste accorti qui in giro c’è anche un podcast con il quale potrete intrattenervi.

Quello di seguito è l’ultimo episodio.

Qui, invece tutti gli episodi pubblicati sino ad ora: Parole Sparse – Il Podcast


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