Sono stati mesi difficili e quelli che seguiranno non sembrano essere da meno.

Il mio lavoro ne è stato molto condizionato. Certamente nei modi in cui ho dovuto portarlo a termine, nelle scelte che abbiamo dovuto prendere e nel gradissimo numero di variabili che abbiamo dovuto aggiungere ai nostri modelli classici.

Un nuovo modo di lavorare, la differenza tra i provvedimenti Svizzeri e quelli Italiani, la difficoltà di avere a disposizione un forecast che avesse un qualche senso compiuto ed il benessere delle persone oltre che l’integrità in senso lato di Sketchin.

Se prima era un delicato gioco di equilibrio tra tutti questi fattori ora è ancora più complesso e delicato.

L’obiettivo finale è trovare un equilibrio sano tra tutti questi fattori. Un equilibrio il cui centro è la persona che ha scelto Sketchin come luogo in cui lavorare. L’esercizio è complesso e richiede grandissima attenzione e sensibilità.

La quantità di fattori che è ora necessario tenere in considerazione è considerevolmente aumentato rispetto al passato. Potremmo dire che il secondo principio della termodinamica ha perfettamente funzionato. A complicare le cose il fatto che questi fattori assumono una forma mutevole e questa mutevolezza ha una velocità mai vista prima. Provvedimenti, ammortizzatori, norme che cambiano ogni settimana, se non giorno. Gli stessi clienti che serviamo sembrano reagire spesso in modo scomposto.

Trovare un equilibrio con la velocità di cambiamento di questi fattori introduce un elemento di rischio mai visto prima.

Va detto che ci si abitua in fretta. Metti in fila tutti i fattori e li analizzi uno per uno per comprendere quale impatto essi hanno sulla tua organizzazione. Ad ognuno assegni un margine di rischio che sei disposto ad assumerti e crei un ecosistema di scenari possibili. Non c’è altro modo in questi mesi. Non hai più un singolo scenario ma una varietà di scenari diversi da tenere in considerazioni. Sono scenari che mutano giorno dopo giorno e che devono essere alimentati da dati il più possibile affidabili.

Proprio questi dati sono la bussola che ci permette di navigare in maniera efficace. Gli strumenti che usiamo sui nostri pannelli di controllo sono alimentati dai dati che le singole persone ci danno giorno dopo giorno.

Per questa ragione è assolutamente fondamentale che ognuno sia perfettamente cosciente di quanto il suo contributo sia fondamentale nella alimentazione dei modelli sui quali le decisioni vengono prese.

Non sono mai decisione di pancia. Sono sempre decisioni che vengono prese partendo da un insieme di dati il più certo ed affidabile possibile e con un margine di rischio la cui profondità è decisa di volta in volta.

Non credo che le persone che mi circondano si rendano perfettamente conto di quanto siano stati complessi questi mesi e quante ore di sonno sono state perse per trovare questo equilibrio. C’è una grandissima solitudine che mi ha circondato in questi mesi e non per via della pandemia.

La solitudine è una delle caratteristiche del ruolo che ricopro, così come la sua impermanenza. Qualsiasi General Manager ha un tempo determinato. Non dura per sempre, almeno nello stesso posto.

Eppure l’esercizio di ricerca di un equilibrio ha sinora funzionato. Potranno esserci ancora scelte difficili da prendere. Certamente ci saranno.

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