Mi sento colpevole

Ho smesso di correre il giorno in cui sono andato in vacanza. In realtà ero partito con tutte le buone intenzioni. Scarpe, magliette e pantaloncini assortiti si sono presi il loro spazio nella valigia che mi ha accompagnato durante il viaggio.

Non sono mai usciti dalla stessa valigia per tutta la durata della vacanza. Non ci ho nemmeno mai pensato così preso dalle chiacchiere con i miei figli ed i miei amici. In un paio di occasioni sono stato tentato di mettere piede nella palestra dell’albergo. Ho rinunciato dicendo che, in fondo, era più sicuro non frequentarla per via della pandemia.

Tutto l’occorrente per la corsa è tornato a casa insieme a me e con esso tutti i buoni propositi di ricominciare a correre.

Per questa ragione la maglietta, i pantaloncini e le scarpe sono in bella vista nello spogliatoio in modo che io non possa sfuggire alla loro vista ogni mattina.

Eppure, anche questa volta riesco ad evitare il contatto con loro ed ancora oggi, a quasi due settimane dal mio rientro, non sono ancora andato a correre.

Evito di incrociare il loro sguardo come se fossi colpevole di chissà quale reato.

Comincio ad avere il sospetto che con l’età la mia capacità di impormi scelta spiacevoli sia grandemente diminuita.

Quindi, mi sento colpevole. Ma non troppo.

Photo by Photoholgic on Unsplash
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