La manomissione delle parole

L’uso della parole e, come suggerisce il titolo di questo scritto, la loro manomissione sono dei temi che mi stanno molto a cuore. Credo che coloro i quali mi leggono da qualche tempo ne abbiamo piena contezza.

Mi è capitato di parlarne anche questa mattina con una cara amica. L’importanza dell’uso corretto del linguaggio per esprimere quello che siamo e quello che pensiamo.

La parola dovrebbe essere il fondamentale meccanismo di relazione con gli altri sia dal punto di vista professionale ma, ancor di più, dal punto di vista personale.

Scegliere le parole. Decidere come orgranizzarle in un discorso di senso compiuto che sia in grado di trasmettere un contenuto. Dargli il valore che si meritano.

Anche giocarci, perché no. In fondo sono uno strumento così magicamente malleabile.

Il caso vuole che proprio in questi giorni stia leggendo “La manomissione delle parole” di Gianrico Carofiglio. Si tratta certamente di una profonda riflessione sulla lingua che merita di essere letta dalla prima all’ultima pagina. Se dovessi fare un appunto direi che forse ci si sofferma un pochino troppo sull’uso del linguaggio di un nostro vecchio Presidente del Consiglio dei Ministri ma, a parte questo, si tratta di un gioiello.

La cura nella citazione delle fonti è maniacale e sono tutti testi che ho già inserito nella mia lista dei desideri personali.

Le parole sono importanti. Davvero.

Molti anni fa fui colpito da un altro libro: “Le parole non le portano le cicogne” di Roberto Vecchioni. In questo caso un romanzo. Delicato e struggente. Non per tutti.

Se amate le parole credo che non dovreste farveli sfuggire.

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