Curiosità e rischio

Sino dall’inizio della mia carriera ho sempre alternato posizioni che mi vedevano nel ruolo del cliente od in quello del fornitore. Potremmo dire che sono i due lati della barricata.

Da una parte devi comprare, dall’altra devi vendere. Mi è sempre piaciuta questa alternanza sebbene negli ultimi dieci anni abbia giocato molto di più nel campo del fornitore.

Sono due facce della stessa medaglia.

Per indole, carattere e formazione mi è sempre piaciuto prendermi dei rischi. In qualche occasione erano dei rischi calcolati, in altre dei veri e propri rischi senza alcuna rete di protezione.

Vediamo la definizione di rischio dal vocabolario Treccani:

rìschio (ant. risco) s. m. [der. di rischiare]. – 1. a. Eventualità di subire un danno connessa a circostanze più o meno prevedibili (è quindi più tenue e meno certo che pericolo):

La definizione è cristallina.

Dobbiamo comunque fare un passo avanti rispetto alla definizione. Perché si corre un rischio? Direi che la risposta è ovvia: si corre un rischio per ottenere un vantaggio nel caso in cui il danno non si manifesti.

Io trovo che oggi si sia sempre meno disposti a correre dei rischi. Si tende ad appiattirsi ad un quieto vivere personale e professionale che non conduce a nessun tipo di evoluzione.

Il rischio è fondamentale nella evoluzione personale e professionale e non può che essere alimentato dalla curiosità. Sia che tu sia un cliente che un fornitore devi correre dei rischi.

Muoversi continuamente in ambienti e contesti non affini alla nostra sfera di influenza ci pemette di avere diverse lenti attraverso le quali leggere quello che accade e, se siamo attenti, disegnare un potenziale futuro.

Se ci si fossilizza nel proprio contesto non si può ottenere altro che aridità intellettuale. Certo, è una scelta molto facile perché è la strada più semplice da percorrere.

Curiosità è anche lontananza dall’abitudine. Leggere di cose che non sono strettamente pertinenti alla tua attività o ai tuoi interessi. Cambiare strada ogni giorno quando ti sposti verso l’ufficio e guardarsi intorno per scoprire cose nuove. Prendersi del tempo per imparare cose fuori dalla propria zona di comfort. Fregarsene del giudizio delle altre persone.

Credo che solo una sana commistione di rischio e curiosità possano condurre ad una piena consapevolezza del proprio ruolo personale e professionale.

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