Continuo a leggere polemiche riguardo la visita di Chiara Ferragni agli Uffizi.

Quindi le cose stanno così: Chiara Ferragni fa il suo onesto lavoro e fa uno shooting agli Uffizi per Vogue Honk Kong. Giustamente lei posta immagini dell’evento sui suoi social networks a favore dei suoi 20 milioni di followers e si scatena l’inferno.

Molti dei follower degli account social degli Uffizi minacciano di smettere di seguire l’account.

Allo stesso tempo gli attacchi a Chiara Ferragni si spostano sul fatto di essere giovane, donna e di successo. Mala tempora currunt. Quindi non solo vi rode che Chiara Ferragni sia andata agli Uffizi ma anche che, in quanto donna, si possa attaccarla anche su quel fronte per sminuire la sua figura.

Davvero, ma cosa avete di sbagliato?

Non più tardi di domenica mi è capitato di leggere questo:

Le rare volte in cui ci si imbatte in un libro che si fa leggere si prova una strana sensazione, un misto di imbarazzo e di senso di colpa. Il secolo breve infatti ci ha abituato ad apprezzare solo i romanzi che sembrano lunghi e possibilmente ostici. La parola più giusta sarebbe un’altra, noiosi, ma chi la pronuncia rischia subito l’accusa di superficialità. D’altronde chi pretende di leggere divertendosi è evidentemente un ignorante, qualcuno che non sa cosa deve essere la cultura, una meticolosa elencazione degli orrori.

Giuseppe Scaraffia – domenica de Il Sole 24 Ore – 26 Luglio 2020

Ecco, sta tutto in quella frase in grassetto.

La cultura deve essere per pochi eletti e, in un certo qual modo, deve essere sofferenza?

Questo approccio è un male assoluto. Relegare la cultura ad un ambiente per pochi è un errore marchiano per l’evoluzione di un paese. Questa presunta élite culturale che critica Chiara Ferragni è quanto di peggio ci si possa aspettare da coloro che la cultura dovrebbero promuoverla.

La cultura è, e deve essere, per tutti. E se servono interventi come quello di Chiara Ferragni per promuoverla ben venga. Quanti di quei 20 milioni di followers sarebbero mai entrati agli Uffizi se Chiara Ferragni non avesse postato quelle foto. Se anche solo uno di quei venti milioni di persone entrerà in un altro museo dopo gli Uffizi sarà stato un successo.

La cultura non è sofferenza. E’ una gioia assoluta che deve essere diffusa in ogni modo possibile.

La cultura è davvero l’unica salvezza possibile non solo per questo paese, ma per il mondo intero.

Se vi occupate di cultura e avete criticato Chiara Ferragni vi consiglierei di scendere da quel piedistallo ed avvicinarvi al mondo reale perché quella è la realtà delle cose. Certamente buffo il fatto che poi, nelle vostre stanzette e circoli, vi lamentiate dello stato della cultura nel paese. In qualche modo siete voi stessi a volere soffrire della situazione, pur non facendo nulla per cambiarla se non lamentarsi continuamente.

Oggi più che mai è necessario evitare di pensare a compartimenti stagni.

Ben vengano le persone come Chiara Ferragni!

P.S. Per chi fosse interessato il libro di cui si parla nella citazione è questo: Lo specchio delle nostre miserie. Pierre Lemaitre – Traduzione di Elena Cappellini – Mondadori. Io lo ho letto e ne vale davvero la pena!

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