Minitel!

Photo: SSPL/Getty Images

Nel mio feed di ieri è comparsa l’immagine che vedete in alto, ed è stato un immediato salto nel passato di circa 30 anni.

L’articolo cui fa riferimento questa immagine parla della nascita del sistema Minitel come primo tentativo di digitalizzazione consumer. L’articolo originale lo potete trovare qui. E’ una lettura interessante, sopratutto per quanto attiene alla nascita politica del sistema.

A quei tempi lavoravo per una software house di proprietà di International Computer Limited, ICL per chi se la ricorda. Mi occupavo di sviluppo software e di supporto alle vendite.

Mi capitò quindi di assumere la responsabilità dello sviluppo, del supporto alla vendita ed al supporto post vendita del sistema che ICL creò come soluzione per la creazione di sistemi basati su Minitel. Il prodotto si chiamava AVICL.

Era, e parliamo del 1993, una figata pazzesca. AVICL era completamente scritto in C su sistemi Unix AT&T System V di cui ICL aveva una sua implementazione fighissima. Aveva un suo linguaggio basato sulla gestione di eventi generati dal sistema o dall’utente che veniva esposto allo sviluppatore tramite un compilatore chiamato Avimac.

Il cuore di Avimac era una sintassi che fu sviluppata usando lex e yacc. Li ricordo ancora con grandissimo affetto, nonostante la sintassi ostica ed alcuni comportamenti non proprio lineari. Non c’erano libri allora ma solo la cara e vecchi linea di comando ‘man’ ed i manuali di ICL. I manuali tecnici di ICL erano un vero capolavoro. Mai più letto nulla di meglio fatto dal punto di vista tecnico.

Avicl girava su due classi di macchine. La serie DRS 6000, basata su architettura SPARC e fantastici dischi SCSI, e la serie DRS 3000 basata su architettura Intel 486. Due sistemi che erano una bomba.

A quei tempi non esisteva git e per il versioning si usava a mani basse SCCS, Source Code Control System. Coloro che dicono che git è complesso si facciano un giro sui manuali di SCCS per capire che cosa è una cosa davvero complessa. Era un mostro con una naturale tendenza a diventare ingovernabile.

Nella galassia ICL eravamo solo tre persone nel mondo ad occuparci di questo sistema. Io in Italia e due francesi di stanza in Spagna. Il codice contava qualcosa come 115.000 righe di codice.

Minitel faceva uso del protocollo X.25 per permettere agli utenti di collegarsi. Per usare X.25 sui sistemi DRS dovevi comprarti una scheda dedicata che ti permettesse di interfacciarti con la rete X.25 pubblica. In Italia c’era Itapac (chi si ricorda la caccia alle NUI di Itapac?) e per poterci chiacchierare la tua scheda doveva essere certificata dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni. Fui io ad occuparmi della certificazione della scheda X.25 di ICL per il mercato Italiano. Da buon sistemista mi feci mandare tutto il protocollo di test dal ministero e scrissi tutti i test case da utilizzare durante la certificazione. Mi prenotai lo slot per la certificazione e mi prenotati anche un albergo a Roma per la settimana dei test. Ingenuo. Il giorno in cui doveva partire la certificazione avevo il mio sistema pronto a Milano ed una scheda con me. Potevo collegarmi in remoto al mio sistema con una connessione dial-up a 9600 bis dalla quale potevo accedere al terminare del mio DRS 6000. Il tecnico del ministero mi accolse ed io cominciai ad esporgli il mio piano di test. Ricordo che mi guardò con aria perplessa. Dopo avermi fatto un sorriso mi disse: “Avete pagato il costo del test al ministero?”. Io risposi di si e gli diedi evidenza del pagamento. Mi disse semplicemente: “Ci vediamo tra cinque giorni per i risultati dei test.”. Controllai cosa stava avvenendo sul sistema ma per cinque giorni non notai alcuna attività. Al termine del quinto giorno tornai al ministero che mi diede copia fisica della certificazione senza che alcun test fosse stato eseguito.

Alla fine credo che in Italia siano stati venduti cinque o sei sistemi. Il prezzo era molto alto rispetto alla concorrenza e nessuno sapeva mettere le mani su un sistema Unix per gestirlo.

Confesso che è stata una delle cose più belle cui ho lavorato in vita mia. Ho imparato così tante cose sulla architettura di Unix che ancora oggi mi tornano utili.

0 0 vote
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments