Niente è per sempre. Ciao Sketchin!

Niente è per sempre, non è vero? Nemmeno i diamanti De Beers!

Lavoro in Sketchin da oramai più di otto anni. Molto più tempo di quanto io abbia mai trascorso in qualsiasi altra azienda nel corso della mia professionale.

E’ un viaggio emozionante che continua a darmi delle grandi soddisfazioni nonostante la complessità che negli anni è cresciuta esponenzialmente.La mia natura è fatta di irrequietudine e curiosità e per questa, sotto certi aspetti semplice, ragione ho deciso di iniziare una nuova avventura.

Ieri è stato il mio ultimo giorno in Sketchin e lo dico con una lacrimuccia che scende sul mio, oramai anziano, volto. Con gli anni sono diventato più sentimentale e non riesco ad affrontare questi eventi con il dovuto distacco.

Sì, è stato veramente un viaggio avventuroso. Ci sono stati molti compagni di viaggio che ho il dovere di ringraziare.

  • Luca, che mi ha sempre sostenuto in questi anni nonostante il mio difficile carattere e le mie intemperanze verso l’autorità costituita, specialmente negli ultimi tre anni e mezzo.
  • Marco, che è una persona brillante e da cui ho imparato una prospettiva diversa che mi ha tanto aiutato ad essere più accondiscendente ed indulgente, in primo luogo verso me stesso.
  • Sergio, che mi ha aiutato a mettere insieme un motore che è degno di una macchina di formula 1. Mi piacerebbe potere dire di una Ferrari ma, purtroppo, quei tempi sono andati.
  • Claudia, che mi ha supportato per anni nonostante il mio scarso entusiasmo per i numeri ma che, purtroppo, continua ad usare solo ed esclusivamente Excel.
  • Andrea, un sabaudo fatto e finito, che è la voce della mia coscienza. Purtroppo troppe volte inascoltata.
  • Gianni, che è uno dei miei migliori acquisti di sempre e spalla su cui piangere e con cui confrontarsi su qualsiasi tema si possa immaginare.

In realtà con quasi ogni persona in Sketchin ho un debito di riconoscenza e sappiate che sono pronto a saldarlo in qualsiasi momento.

Sì, va bene tutto questo pippone ma ora che fai?

La realtà è che ho bisogno di un cambiamento radicale e niente di quello che mi è vicino è sufficientemente eccitante ed adatto per una nuova fase della mia vita. Per questo mi sono spinto verso terreni, nel vero senso della parola, del tutto inesplorati.

No, niente startup che non ne ho proprio voglia e poi siete già in tanti ed io odio la competizione. Voglio competere solo con me stesso da ora in avanti e, vi assicuro, è già molto difficile.

Niente vita di rendita o velleità letterarie ché ho veramente pochi soldi e niente da raccontare.

Allo stesso modo niente nuova azienda e, ancora meno, nessuno nuovo studio di design. Ho avuto il privilegio di potere lavorare in due dei più grandi studi di design al mondo e difficilmente potrebbe esserci qualcosa di meglio. Forse l’unica cosa che avrebbe potuto eccitare i miei sensi sarebbe stato qualcosa che mi avesse permesso di tornare alle origini potendo scrivere codice. Purtroppo sono troppo vecchio e sono nel paese sbagliato.

Ecco il momento in cui il vecchio adagio “braccia rubate all’agricoltura” diviene una realtà.

Con i quattrini duramente guadagnati con il sudore della fronte ho rilevato una piccola azienda agricola in Svezia e mi metterò a fare il contadino.

Sì perché oltre che cambiare attività è proprio il caso di cambiare anche paese. Questo oramai mi sta un pochino stretto. Gli voglio ancora bene ma lui non me ne vuole più. Non vi preoccupate, come si dice, è colpa mia, non è colpa tua.

L’opportunità arriva da un amico che invece fa la scelta opposta. Dopo un periodo tra i campi torna a fare un lavoro in azienda. Insomma. Chi va e chi viene.

Che poi, voi non lo sapete, ma in Svezia ci sono quasi 80.000 fattorie e, che ci crediate o no, è un settore in crescita, sopratutto nel settore bio.

Frutta e bacche. Questo è quello che si produce nei 4,2 ettari del mio nuovo possedimento nel mezzo al nulla. Piccola azienda agricola per piccole velleità di coltivatore. Non diventerò ricco ma i numeri che ci sono sembrano garantire una vita relativamente tranquilla. Ecco, nonostante tutto, ci sono sempre i numeri da dovere considerare ma da questo, purtroppo, sappiamo tutti che nella società moderna non si scappa.

Ecco un altro dato rilevante. Sono nel mezzo del nulla. Soddisferò in maniera puntuale la mia indole solipsista in completa solitudine.

In realtà non proprio solo perché c’è Sigge che è un cristone alto più di un metro e novanta e dai tratti tipicamente nordici. Sigge è quanto di più simile ad un fattore e mi aiuterà a fare in modo di non mandare tutto in rovina. Non mi ha raccontato molto di lui ma mi ha detto che da giovane è stato nella legione straniera, il che è tanta roba. Condividerò lo stesso tetto con qualcuno che, molto probabilmente, è in grado di uccidermi a mani nude ma che, per il momento, dice che si accontenta di vitto, alloggio ed un modesto stipendio.La casa nella prateria, no, non è vero, la casa è nella fattoria ma non ho potuto resistere alla citazione, è abbastanza grande e mi permetterà di gestire tre camere indipendenti.

Quindi la fattoria sarà anche un Bed and Breakfast che gestirò selezionando personalmente gli ospiti. Tu mi scrivi dicendomi chi sei e perché vuoi venire a stare da me ed io decido se farti venire oppure no e ti dirò che cosa potrai fare quando sei qui.

Rifugio temporaneo per chi vuole allontanarsi dai SAL, dal rutilante mondo della consulenza e dalle dinamiche aziendali stressanti. Potrei tirarne fuori un bel concept. Oh, se poi ne sentite la mancanza io vi organizzo un SAL in quattro e quattro otto.

L’8 Settembre è la data ufficiale del trasferimento. Fino ad allora mi riposo gustandomi il lago di Laglio.

Oh, ci si vede là. Fate i bravi e non prendetevi mai troppo sul serio.


Shameless self promotion ahead…

Nel caso non ve ne foste accorti qui in giro c’è anche un podcast con il quale potrete intrattenervi.

Quello di seguito è l’ultimo episodio.

Qui, invece tutti gli episodi pubblicati sino ad ora: Parole Sparse – Il Podcast


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Gioacchino Poletto

Noi tutti abbiamo bisogno di cambiamenti e penso che sia giusto assecondare i percorsi che ci si pongono davanti.
Buona vita, e buoni raccolti.
Spero che tu possa continuare a scrivere “debolmente” perché è sempre (e lo sarà ancora) un piacere leggerti.

Nel 2022 sarà pronto il nostro VAN e come dire… dovremmo pur collaudarlo!

Alessandro Nasini

Caspita che notizia! In bocca al lupo per tutto e… a presto!

Tiziano Luccarelli

Ti auguro tutto il meglio Alessandro. È un grande piacere leggerti. Continua con “corrente debole” anche dalla Svezia, se avrai voglio. Sarà bello. E verrò a trovarti.

Un abbraccio!