Non più gratis

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Photo by Kai Wenzel on Unsplash

Questa mattina apro la mia casella di posta elettronica personale e tra i messaggi non letti trovo un messaggio da Google. Mi avverto che tra pochi mesi smetteranno di offrire spazio infinito per le mie foto.

Premesso che non sono un grandissimo utente di Google Photos che, più che altro, svolge la funzione di backup del backup, devo dire che la cosa mi colpisce.

E’ ben evidente il fatto che sino ad ora Google si è potuta permettere di offrire questo servizio senza fare pagare un centesimo ai suoi utenti e certamente potrebbe farlo in futuro.

Nel frattempo credo possiamo essere ragionevolmente sicuri che Google avrà usato le nostre fotografie per allenare i propri sistemi di intelligenza artificiale utilizzando una mole di dati talmente grande che sarebbe stato impossibile ottenere in maniera diversa.

Quindi, come in altre occasioni, abbiamo indirettamente pagato un servizio concedendo a Google i nostri dati.

Ormai questi dati li abbiamo concessi e Google stessa dice che quanto risiede già sui loro server continuerà a rimanere a nostra disposizione. Grazie, troppo buoni.

Google Photos è un piccolo segmento della offerta di servizi oggi disponibile da Google. Possono permettersi di offrirlo in maniera gratuita perché i guadagni arrivano da altre parti e, come abbiamo detto, il beneficio collaterale è comunque grandissimo.

Ma siamo sicuri che questo sia un comportamento moralmente corretto?

Vedo due grandi problemi che credo debbano essere considerati:

  • Il primo è che qualsiasi altra azienda, specialmente startup, che voglia mettersi sullo stesso mercato verticale, quello delle fotografie, si ritrova a combattere contro un mostro imbattibile. Come puoi permetterti di essere competitivo contro una azienda che ha risorse praticamente infinite?Alla fine, per quanto tu possa essere bravo, sei destinato a soccombere.
  • Il secondo problema è una diretta conseguenza del primo. Possiamo ammettere che sia solo una grande azienda a dettare l’evoluzione e l’innovazione di un segmento di mercato?

Sempre più spesso penso che questi colossi debbano essere in qualche modo regolati in maniera più stringente di quanto non accada oggi.

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