Oculus Quest 2. Prime impressioni.

Photo by Remy Gieling on Unsplash

In queste ultime due settimane sto giocando con l’Oculus Quest2 di Meta.

Cominciamo con le cose noiose e noiosissime.

Per fare funzionare la baracca ti devi ricollegare alla applicazione Facebook sul tuo telefono. Per quello che ne so è l’unico modo per potere prendere il completo controllo dell’oggetto, scaricarci applicazioni e svilupparci sopra.

Confesso che la cosa mi disturba parecchio perché erano quasi due anni che non mettevo pieve nell’universo creato da Mark Zuckerberg e compagni. Per fortuna non sono costretto ad interagirci e una volta installata l’applicazione Oculus sul telefono ed effettuato il login non è più necessario metterci piede.

La seconda cosa noiosa è che usare un visore per la realtà virtuale quando si indossano degli occhiali è una rottura di palle almeno al livello nove della scala Schiavone.

E’ vero che nella dotazione c’è un distanziatore dedicato a risolvere questo problema ma devo confessare che fa veramente pena ed è decisamente inutile. Oltre a questo l’esperienza con gli occhiali è decisamente molto poco piacevole.

Per questa ragione mi sono andato a cercare la prescrizione medica delle mie lenti da vista ed ho ordinato una coppia di lenti da vista Virtuclear da installare direttamente sul visore. Con questo accessorio la vita cambia radicalmente anche se ci sono comunque degli effetti negativi.

L’effetto negativo è che se su Oculus ci sviluppi qualcosa e vuoi testare quello che stai producendo ti devi esibire in un continuo metti la cera, togli la cera. Ovvero, inforca gli occhiali quando stai scrivendo codice e togli gli occhiali quando vuoi verificare quello che hai fatto sul visore. Una rottura di scatole.

Dato che non posso resistere ho cominciato a fare qualche esperimento con le SDK di Oculus ed in particolare usando il game engine Unity. Quando mi sono trovato a dovere scegliere mi sono detto che tutto sommato C# fa meno schifo di C++ che invece è usato su Unreal e quindi ho scelto Unity. Vero è che Unreal sta facendo delle cose impressionanti, sopratutto guardando le prime demo della versione 5. Detto questo non mi interessano particolarmente le prestazioni e quindi per quello che devo fare Unity è più che sufficiente.

Va detto che la curva di apprendimento è piuttosto ripida. Unity è un sistema molto complesso e non bisogna farsi spaventare dalla complessità. In fondo una sua logica ce l’ha e una volta compresa si procede abbastanza spediti.

La configurazione per lo sviluppo su Oculus è ancora piuttosto macchinosa tanto che alla fine mi sono deciso a scrivere un template per non fare le stesse cose un milione di volte. Per chi è interessato ho scritto un post ieri sul tema.

In un paio d’ore si può riuscire ad aver qualcosa di funzionante sul proprio Oculus.

Un’altra cosa che non trovo particolarmente piacevole è la maschera di silicone che dovrebbe adattarsi al tuo viso. Sarà che ho una configurazione facciale prossima all’uomo di Neanderthal ma la maschera di default la trovo veramente fastidiosa. Il peso del visore non è irrilevante e grave tutto sul mio naso che, pur essendo simile in dimensioni a quello di Cyrano de Bergerac, ne soffre. E’ probabile che esista qualche accessorio di terze parti in grado di risolvere questo problema.

Anche lo strap che tiene il visore sulla testa non è il massimo ed è evidente che quello di default è stato progettato per ridurre il costo complessivo dell’oggetto. Mi sono risolto a comprare quello che loro chiamano Quest 2 Elite Strap che tra l’altro contiene anche una batteria aggiuntiva che male non fa.

Con questo l’ergonomia d’uso migliora moltissimo ed anche il peso che grava sul mio naso diminuisce leggermente.

Va detto che questo oggetto ha un problema. Nel caso stiate sviluppando delle applicazioni sappiate che l’unico collegamento possibile per fare il sideloading delle applicazione è quello con il visore nativo. Almeno nel mio caso se collego il PC al connettore dell’accessorio non c’è modo di farlo funzionare. Mi sembra strano ma per il momento non ho trovato soluzioni.

Un’altra cosa pallosissima è il fatto che quando si sviluppa su MacOS non puoi lanciare l’applicazione direttamente dallo Unity Editor come è invece possibile su Windows. Per questa ragione è necessario compilare tutta la baracca in una applicazione Android e caricarla sul visore utilizzando adb. Noiosissimo.

Personalmente credo si siano fatti dei grandi passi in avanti rispetto a quanto avevo sperimentato con PS4 VR.

Sono diversi giorni che sto giocando con Resident Evil ed è veramente un port interessante. Divertente e coinvolgente senza nessun problema di motion sickness.

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