Ogni volta…

Photo by Dimitri Karastelev on Unsplash

Nonostante viva in questo rutilante mondo digitale da fin troppo tempo ancora non mi capacito del perché la maggior parte delle aziende devono complicare oltre misura la vita dei propri clienti. La tortura raggiunge livelli da Santa Inquisizione quando decidi di chiudere un contratto.

Qualche mese si decide di passare da Fastweb a Sky Wifi come fornitore di connettività di rete, non fosse altro perché in quella all’altra casa c’è una persona che in Sky ci lavora.

Il passaggio è fluido. Prendo il mio bel codice di migrazione dalla fattura di Fastweb e lo comunico a Sky. Dopo qualche giorno arriva un tecnico ed in un mezz’oretta la nuova connessione è attiva.

Non è ben chiaro se devo disdire il contratto con Fastweb o meno. Decido di attendere qualche giorno e poi mi collego al sito di Fastweb per verificare lo stato del mio contratto. Vengo accolto con un “Ci dispiace vederti andare via.”

A questo punto non indago oltre e mi convinco del fatto che se mi dicono che gli dispiace vedermi andare via il contratto è chiudo.

Purtroppo non è così.

A distanza di qualche mese, mea culpa, vedo che il contratto continua con il suo normale ciclo di fatturazione.

Che strazio. Mi ricollego al sito di Fastweb e cerco informazioni sulle modalità di disdetta. Va detto che le trovo con una certa facilità. Altri operatori le nascondono come se fossero la perla di Labuan.

Interessante, ci sono una varietà di opzioni. Comincio ad esplorarle tutte mettendole in ordine di semplicità:

  • “tramite il web form”. Ecco, questa dovrebbe essere la più veloce. Mi sono già autenticato sul tuo sito e quindi dovresti sapere benissimo chi sono. Clicco sul link e vengo trasportato su una pagina che ancora una volta mi dice che gli dispiace vedermi andare via. Sulla pagina, naturalmente, della form di disdetta nemmeno l’ombra. Non mi scoraggio e vado a guardare il codice sorgente della pagina e vedo che ci sono degli elementi nascosti. Li rendo visibili e trovo quello che cerco. Clicco sul link che è stato magicamente nascosto e vengo trasportato su un’altra pagina che mi dice che “I tuoi dati non saranno disponibili sino al momento della attivazione della linea fissa”. Andiamo bene. Primo tentativo fallito.
  • “Contattando il servizio clienti Fastweb 192.193”. Beh, dai, tutto sommato anche questa non è male. Dato che hai il mio numero di cellulare hai tutti gli elementi per riconoscermi. Chiamo ed in dieci secondi mi viene detto di usare l’applicazione mobile. Riattaccano e mi lasciano con un palmo di naso. Secondo tentativo fallito.
  • “tramite un operatore, utilizzando il Supporto Fastweb e chiedendo un ricontatto telefonico o utilizzando la chat WhatsApp disponibile da device.”. Seguendo il link che viene suggerito dell’operatore non c’è nessuna traccia e mi ritrovo in una sorta di Self Care in cui, inutile dirlo, l’opzione per la disdetta del contratto non esiste. Terzo tentativo fallito.
  • Faccio come mi è stato suggerito e scarico l’applicazione FastWeb sul mio telefono. Cerco in lungo e in largo l’opzione per disdire il contratto ma l’unica cosa che trovo è un link alla fantomatica web form di cui al punto uno. Quarto tentativo fallito.
  • A questo punto rimangono tre opzioni: Raccomandata A/R, PEC e visita fisica ad un negozio FastWeb. Opto per la prima con un servizio online sperando che non facciano obiezioni sulla modalità e sulla firma non olografa.

Boh, a me sembra una inutile odissea. E’ ben evidente che la prossima volta che mi troverò nella necessità di attivare un contratto della medesima natura mi ricorderò di questa pessima esperienza e tra le opzioni disponibili FastWeb finirà inevitabilmente in fondo alla lista.

Ricordiamo che se un cliente ha deciso di andare via, la decisione la ha presa. Comportatevi da gentiluomini e lasciatelo andare con un gioioso arrivederci. Secondo me, prima o poi, torna, non fosse altro perché siete stati gentili.

E comunque, che palle…

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