Che il podcast sia diventato di nuovo rilevante è una dato di fatto.

Rispetto a qualche anno fa ora produrre un podcast è veramente semplice e richiede davvero un modesto investimento. Basta uno smartphone e, se si vuole strafare, un buon microfono esterno per essere pronti a produrne uno.

Cominciai ad interessarmi di podcast per un caso tantissimi anni fa. Durante un viaggio di lavoro in Corea mi ruppi una caviglia e questo incidente mi costrinse su un divano per un paio di mesi. Non sapendo cosa fare passavo tanto tempo su internet e scoprii i podcast.

Il primo in assoluto che scoprii fu, incidentalmente, Italiano. Era il podcast di Radio NK. Questi ragazzi mi hanno davvero tenuto tanta compagnia in quella occasione.

L’altro podcast che mi rapì e di cui ora vediamo ogni tanto qualche gradito ritorno è Pendodeliri, di Antonio Pavolini. E’ un “must listen”!

Preso dall’entusiasmo scrissi anche una applicazione per MacOS, che allora si chiamava OSX, per la creazione del file RSS 2.0 necessario allora per la pubblicazione di un podcast. Era il 2006. Da qualche parte è ancora disponibile sebbene non sia utilizzabile sul sistema operativo annuale. Per pura curiosità ho fatto qualche ricerca e allora fu scaricato da qualche migliaio di persone. Non me ne ero mai reso conto.

In questi giorni, e dopo l’esperienza delle favole in streaming, mi sto domandando se per Corrente Debole avrebbe senso affiancare un podcast. Forse un’altro pezzo di esperimento che varrebbe la pena provare.

Diciamo che le opzioni sono sostanzialmente due:

  • Riprendere in forma audio il contenuto pubblicato e rilasciare, diciamo ogni settimana, una puntata con la lettura di quanto pubblicato.
  • Affiancare quanto pubblicato con qualche contenuto in più e diverso da quanto già pubblicato.

A me l’idea attira.

Voi che ne pensate?