Ritorno alla normalità?

Spesse volte mi domando che cosa davvero significherà quello di cui tutti parlano: il ritorno alla normalità.

Questo vale sia dal punto di vista personale che professionale.

Quando ci penso mi ritrovo a pensare che è una cosa molto più tangibile dal punto di vista personale che non professionale. Potere tornare ad incontrare gli amici a cena, non avere un coprifuoco da rispettare, potersi mettere in macchina senza dovere compilare dei documenti e via dicendo.

Dal punto di vista professionale trovo che il tema sia molto, molto più complesso.

Credo che sarà necessario trovare un nuovo equilibrio perché è ben evidente che la classica vita in ufficio ha dimostrato di essere una pura invenzione sostenuta dal mito della produttività. In molti si sono resi conto di potere essere maggiormente produttivi ed efficaci nel proprio lavoro stando spaparanzati sul divano di casa.

Hanno anche scoperto che hanno una vita e che se la possono godere senza essere costretti a spendere tempo inutile in ufficio spacciandosi per workaholic e gesticolando proferendo improperi guidando da e verso casa. Non si tratta di cosa da poco.

Come abbiamo detto spesso le aziende sono generalmente governate da ricatto, minaccia e corruzione e per questo motivo sarà molto facile costringere i proprio dipendenti a riadattarsi ad uno status quo consolidato. Peccato che le persone abbiano preso coscienza del fatto che un diverso modo di lavorare non solo è possibile ma è anche efficace.

In quei settori ad alto valore aggiunto la partita per attirare i talenti si giocherà su questo terreno e con queste regole. Regole che pochi conoscono se non coloro che hanno tentato di farle proprie da sempre. Una situazione che faceva sorridere tutti quelli a cui la si raccontava. Si passava sempre per quelli un pochino naif e post figli dei fiori. Ora questa è la nuova realtà ed adattarsi non sarà facile.

Le persone di talento vorranno lavorare in un contesto diverso. Una ricerca di un sano equilibrio tra vita privata e lavoro dove è il secondo a dipendere dalla prima e non il contrario come è stato sino ad oggi.

Crisi totale per il middle management di poco spessore che troverà sempre più difficile giustificare la propria esistenza che non si limiti ai doveri del bravo esecutore e del controllore.

Secondo me ci aspetta un periodo interessante e spero davvero che non vada sprecato. Forse qualcosa di simile ad una rivoluzione è davvero possibile.


Shameless self promotion ahead…

Nel caso non ve ne foste accorti qui in giro c’è anche un podcast con il quale potrete intrattenervi.

Quello di seguito è l’ultimo episodio.

Qui, invece tutti gli episodi pubblicati sino ad ora: Parole Sparse – Il Podcast


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