Sono arancione

E così da domani mattina la mia ragione passerà dal colore rosso al colore arancione nella gestione di questa pandemia.

Interessante notare come questo concetto di zone sia assolutamente relativo alla posizione in cui vivi e quindi non realmente rappresentativo di una strategia globale.

Mi spiego con un semplice esempio.

Se vivo a Milano il passaggio da zona rossa a zona arancione è tangibile. Gli esercizi commerciali saranno aperti e potrò sfruttare la loro disponibilità.

Se, invece, vivo a Laglio, dove ci sono si e no dieci esercizi commerciali il passaggio da zona rossa a zona arancione non è tangibile. Per comprare generi alimentari dovrò comunque spostarmi in altro comune.

Il mio comportamento rimarrà quindi immutato nonostante il grande clamore.

Tutto sempre troppo relativo.


Shameless self promotion ahead…

Nel caso non ve ne foste accorti qui in giro c’è anche un podcast con il quale potrete intrattenervi.

Quello di seguito è l’ultimo episodio.

Qui, invece tutti gli episodi pubblicati sino ad ora: Parole Sparse – Il Podcast


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Claudio

Ciao Alessandro, tutto vero. E a dispetto del colore, ci sarà un adattamento delle persone alla situazione che richiederà tempo. Ieri sera ci siamo visti in video con un gruppo amico e appunto si parlava della bolla nella quale alcuni di noi vive, tra lavoro e famiglia. Personalmente, anche da Milano, i cambiamenti che riguarderanno la vita familiare saranno pochissimi, quello più evidente un figlio che tornerà in presenza a scuola (anche se da capire da quando, visto che a distanza l’orario scolastico era mutato e di conseguenza anche la distribuzione dei compiti da svolgere).