Streamer

Photo by Kadyn Pierce on Unsplash

L’algoritmo di raccomandazione di YouTube colpisce ancora ed in questi giorni mi propone una rassegna di streamer nostrani che se la cantano e se la suonano.

Intendiamoci. Se riesci a mettere a tavola pranzo e cena facendo streaming mentre giochi, mentre cucini o mentre ti esprimi sui massimi sistemi io non posso che riconoscere il tuo talento. In fondo è sempre meglio che andare in miniera ad estrarre carbone.

La cosa però mi intriga un pochino e quindi cado nella tana del coniglio visualizzando un video dopo l’altro scoprendo l’abisso.

Direi che le due piattaforme principali scelte dai nostri, temporanei, eroi sono Twitch e YouTube.

Io vi invito a dirigervi verso l’abisso e verificare cosa si trova in quel contesto che sembra tanto attirare tutti coloro che sono appena usciti dalla intossicazione da Fortnite e ora si dirigono verso la dipendenza da streamer.

Sto ovviamente esagerando perché, seppur raramente, qualche contenuto di valore c’è. Un esempio su tutti. Il canale Twitch di Rudi Bandiera è una bomba così come lo era, purtroppo in passato, il canale Twitch di Deadmau5 che ha smesso circa due mesi fa. In fondo non sono nemmeno pochi, dai. Ci sono sempre delle perle da scoprire.

Ci sono quindi delle persone che sono in streaming live per ore ed ore durante il corso della giornata. C’è anche chi fa maratone di giorni. Io ci penso e mi rendo conto che, in un certo qual modo, possiedono un talento. Io non riuscirei a stare collegato per ore sulla mia sediolina ad intrattenere le persone collegate. Dopo una oretta scarsa mi scenderebbe la catena e li manderei tutti a stendere. Davvero, dopo un’ora non saprei più cosa dire. Figuriamoci fare la stessa cosa giorno dopo giorno, ora dopo ora.

Hai voglia a raccontarmi che tu ti diverti. Come ampiamente dimostrato, qualsiasi paradiso dopo sei mesi diventa un inferno.

E tu però devi continuare a farlo perché con quello ci sbarchi il lunario e se non lo fai ti devi trovare un altro lavoro. In fondo è questo il punto. Se vieni retribuito, per quanto ti piaccia fare quello per cui vieni retribuito, si tratta di un lavoro. E se non lo è, lo diventa presto.

Per questa ragione ti devi contendere il pubblico che ti guarda e ti paga, più o meno direttamente ed esplicitamente.

Per questo la qualità si abbassa nel tempo e devi sempre trovare il modo per sottrarre una persona dalla vista di un altro canale per farla venire sul tuo. Purtroppo la fisiologia umana prevede che si abbia a disposizione solo due bulbi oculari che, oltretutto, sono entrambi dedicati ad osservare lo stesso schermo. Questo a meno di critici problemi oftalmici che ti permettono di sdoppiare il tuo campo visivo.

E come fai a portare la gente sul tuo canale?

Da quello che ho capito ci sono fondamentalmente quattro tecniche.

La prima è quella della corruzione. Se mi guardi posso estrarre un premio di cui ti farò omaggio e, se mi sei particolarmente simpatico, te lo firmo pure.

La seconda è quella di spararla grossa. Prendi un tema di cronaca, od una qualsiasi notizia, e ci ricami sopra la tua visione del mondo. Qui il problema è che la devi sparare sempre più grossa perché, diciamoci la verità, il nostro cervello si abitua facilmente ad un certo livello di fregnacce.

La terza è quella dell’insulto. Prendi una qualsiasi celebrità, o presunta tale, che si muove nel tuo stesso universo ed insultala. Anche in questo caso vale la proporzionalità della gravità dell’insulto. Si comincia con uno “sei uno sciocchino”, si passa al racconto delle abilità della mamma in performance non descrivibile qui e si arriva alle minacce di morte. In questo caso l’escalation è spesso esponenziale.

Infine c’è la cosiddetta “reaction” che altro non è che l’esercizio dell’esegesi di un altro video. Qui si raggiungono dei livelli di performance inverosimili. La cosa interessante è che si scatena un meccanismo ricorsivo per cui l’autore del video originale fa una reaction alla reaction e poi ancora, e ancora.

Un’oretta di questo genere di cultura mi ha convinto che è una cosa che non fa proprio per me.

Mai dire mai, ma per il momento credo che non aprirò un canale su Twitch.

E comunque ho un pochino esagerato, lo ammetto. Su Twitch c’è davvero tanta roba bella.

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