Una missiva per Fedez

Photo by Anne Nygård on Unsplash

(Che non conosco…)

Fedez o, meglio, Federico non mi sei mai stato molto simpatico, devo essere sincero. Troppo facile sarebbe ora dire il contrario.

Negli ultimi anni mi sei diventato un pochino più simpatico per via delle tue, mi ostino a ritenere, sincere prese di posizione. Certo, da una posizione indubbiamente privilegiata, ma pur sempre prese di posizione. E per dirla tutta, al di là delle specifiche affermazioni chi si schiera ha sempre e comunque la mia approvazione. Non sono mai riuscito a tollerare coloro che non prendono una posizione, quale che sia l’argomento.

Qualche giorno fa ho visto il tuo video in cui annunciavi di avere un problema di salute di cui avresti dovuto occuparti con la massima urgenza.

Ti confesso che la cosa mi ha colpito.

Durante quel video hai detto una cosa interessante. Se posso usare la mia figura per dare forza anche solo ad una persona, sarà servito a qualcosa.

Purtroppo c’è stata una frangia di cavernicoli che ti hanno preso a schiaffi per quel video. Con toni più o meno urbani ti hanno accusato di volerti fare pubblicità, attirarti simpatie, ottenere visibilità.

Io non ci ho letto questo. Ci ho letto una miscela di paura, determinazione, speranza e coraggio. La paura arriva a più livelli. La prima è la paura personale di avere scoperto di avere un ospite indesiderato nel proprio organismo che mette la tua vita in pericolo. La seconda è la paura per le sofferenze che i tuoi figli e tua moglie possono soffrire mentre tu affronti l’abusivo inquilino. Ed infine la paura per il futuro.

C’era determinazione perché hai sostenuto di volere fare tutto il possibile per rendere esecutivo lo sfratto all’inquilino facendo in modo che lasciasse intatta la casa di cui si è impossessato.

C’era speranza perché nei tuoi occhi non si leggeva rassegnazione.

E ci vuole anche coraggio, molto. Ci vuole coraggio per mettersi davanti ad una telecamera per rivelare che hai un problema di salute serio. Il comportamento generale è quello di nascondere la malattia, in particolar modo quella grave. Dobbiamo tutti essere fighissimi, sempre sorridenti. Dobbiamo sembrare sempre al nostro meglio.

Ti confesso che da questo punto di vista ho ammirato il tuo coraggio. Ci ho riflettuto e ho realizzato che io non ci sarei riuscito. In questo ti sei dimostrato un uomo migliore di me. Chapeau!

Mettere insieme paura, determinazione, speranza e coraggio non è una operazione banale per un uomo della tua età. Ti ripeto che non te ne facevo capace. Ed invece, contrariamente a tutti i pronostici, ci sei riuscito alla grande.

Sei troppo esposto al pubblico per non avere maturato la capacità di non reagire alla folta schiera di debosciati che ti criticano quando pubblichi qualcosa sui social. Non mi dilungo oltre.

Ti dico solo che la cosa mi ha un pochino infastidito. Nel caso specifico non te la meritavi affatto. Avresti meritato un semplice “Un abbraccio forte, coraggio!”. E bona. Finita lì.

Questo avrei voluto dirti dopo avere visto quel video.

Non ho letto più nulla sul tema sino a ieri. Te lo confesso. Non ho nemmeno cercato informazioni perché non ti conosco. Mi era solo rimasta dentro la tristezza nel venire a conoscenza che un ragazzo giovane se la stava vedendo brutta.

(Per i cavernicoli che leggono queste righe e che mi diranno che ci sono migliaia di persone che stanno male dico solo “esticazzi”. Io stavo leggendo di lui, e su di lui faccio le mie considerazioni)

Leggo quindi che hai passato più di sei ore in sala operatoria per lo sfratto esecutivo dell’inquilino abusivo. Mi pare di capire che l’ufficiale giudiziario, armato di bisturi, abbia dato il meglio di sé.

In tutta sincerità ne sono felice.

Anche in questo caso i cavernicoli sono intervenuti copiosi. E’ stato operato subito perché è un VIP (che poi a me essere un VIP sembra più una sola che un vantaggio, ma tant’è). Hanno lasciato entrare la famiglia anche se non si poteva. Ha potuto permettersi le cure migliori perché è una persona facoltosa.

In primo luogo mi viene da dire che se uno vuole farsi pubblicità non credo che passerebbe sei ore in una sala operatoria con il ventre aperto come una scatola di sardine. Questo giusto per dire qualcosa alla prima ondata di cavernicoli.

Hai certamente goduto delle migliori cure e del miglior trattamento possibile grazie alle tue sostanze. E’ innegabile.

Ti dico che io avrei fatto esattamente lo stesso. La mia vita è in pericolo? La risposta era evidentemente sì. La mia famiglia potrebbe soffrire di un esito nefasto? Ancora più evidentemente la risposta è sì.

Chiunque avrebbe fatto esattamente quello che hai fatto tu avendone la possibilità. Sarebbe ipocrita sostenere il contrario.

Siamo tutti d’accordo sul fatto che non è giusto che tutti non possano permettersi lo stesso trattamento. Pensiamoci, interveniamo, protestiamo ma mi auguro davvero che tu venga lasciato in pace sulla tua scelta specifica.

Ripeto. Io avrei preso la tua stessa identica decisione. Non c’è storia.

Ho visto la cicatrice, ma ho subito distolto lo sguardo che a me certe cose fanno un pochino impressione. Ora, o hai assunto l’erede di Rambaldi per fartela simulare o ti hanno aperto davvero per benino. E qui torniamo ai cavernicoli di cui sopra.

Leggo che sei in piedi e che ti stai riprendendo.

Ripeto, non ti conosco, ma sono davvero felice per te.

Un abbraccio, e coraggio!

Oh, se poi ti sei inventato tutto che peste ti colga!

Nota per i cavernicoli:
Cavernicoli, datemi l’opportunità di sfoltire la lista delle persone che mi leggono. Alcune persone è meglio che leggano altro.

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