Una rabbia continua

Photo by Uriel Soberanes on Unsplash

Non so voi cosa ne pensiate ma io mi sono convinto che la maggior parte del genere umano, nel caso specifico quello Italiano, stia completamente perdendo il lume della ragione.

Io continuo a rimanere chiuso in casa limitando i contatti sociali a quelli minimi indispensabili per la mia sopravvivenza personale e professionale.

Ho a disposizione una base dati decisamente ridotta in termini di osservazioni del comportamento umano nella sua espressione sociale ma quel poco che vedo mi lascia troppo spesso esterrefatto.

E’ sufficiente che io esca dal mio garage con la macchina per cominciare ad osservare comportamente irrazionali e rabbiosi. Vedo degli automobilisti compiere delle manovre al limite della follia. Vivendo sul lago ed in prossimità di una bellissima strada che costeggia il lago non è raro incontrare dei ciclisti che se la godono in totale libertà. Le strade sono strette e ti capita di dovere rallentare per evitare di arrotarne uno. Normale amministrazione. Aspetti che il traffico si diluisca e li sorpassi. In fondo la strada è di tutti. Eppure vedo gente lanciare colpi di abbaglianti come se fossero colpi di sciabola, li vedo fare sorpassi che passano a pochi centimetri sia dal ciclista che dalla macchina che proviene in senso contrario. Nonostante fuori ci siano tre gradi abbassano il finestrino e fanno gestacci ai poveretti che, per non essere da meno, rispondono come dei camalli.

Arrivo al supermercato e vedo due che quasi vengono alle mani per un parcheggio libero. Mi guardo intorno e ce ne sono decine. Ma devi proprio litigare per quello?

Entro nel supermercato e vedo due ometti che litigano per la fila al reparto gastronomia, entrambi sostenuti dalle rispettivi mogli o compagne.

Di esempi come questi ne ho a decine. Io mi limito a scrollare le spalle e sorridere.

Sulla strada del ritorno mi soffermo a pensare alle motivazioni di tutto questo ed alla fine arrivo a qualche conclusione che mi fa piacere condividere con voi.

La prima è che un isolamento forzato, sebbene ora sia molto più leggero di quanto non fosse mesi fa ha lasciato un segno profondo in tutti coloro che non erano attrezzati per affrontarlo. Se togli da ognuno il fattore quotidianità, che è pervasivo e totalizzante nella maggior parte dei casi, devi avere dei solidi strumenti per non fare il botto.

Una coppia che si separa perché entrambi devono andare a lavorare toglie almeno otto ore, se non di più, di rapporti intimi da gestire. Ci sono poi gli altri impegni come l’aperitivo, il calcetto, la cena con gli amici che tendono ancora di più a diluire il tempo che devi trascorrere insieme. Perdonatemi, sarà l’età, ma su questo argomento sono piuttosto cinico o, meglio, realista.

La maggior parte dei rapporti sta insieme per consuetudine, non perché ci sia un amore folle alle spalle.

Quando qualcuno ti costringe a lavorare tutto il giorno da casa, cancellare gli aperitivi, mettere le scarpette nell’armadio e cenare ogni sera a casa tutta l’infrastruttura viene meno e sei costretto a fare i conti con te stesso e con il tuo partner.

Bisogna essere in grado di affrontare una situazione del genere. Ci vogliono gli strumenti giusti ed un grande lavoro su sè stessi per venirne fuori interi.

Lo stesso discorso, probabilmente amplificato, vale se sei single. In questo caso ritengo che gli strumenti necessari alla sopravvivenza siano ancora più necessari e decisamente più complessi. Devi sapere stare da solo e, come si dice, “non nasci imparato”.

Infine esiste il grande tema della insicurezza nei confronti del futuro. Tutti siamo preoccupati per il nostro lavoro e per la nostra salute e questo, necessariamente, ci destabilizza.

Io sono convinto che se non possiedi gli strumenti giusti per governare tutto questo l’unica soluzione che ti rimane a disposizione è la rabbia nei confronti di tutto e tutti. Indiscriminata e potente.

L’insicurezza genera rabbia e dubbio.

Direi che non va bene.

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