Questo fine settimana sono solo e decido di andare al cinema. Primo spettacolo del pomeriggio e quindi parcheggio facile e nessuna ressa particolare.

Scelgo un drammone e quindi la sala che potrebbe contenere circa centocinquante persone ne conta si e no una trentina.

Mi siedo al mio posto e vedo entrare una coppia. Sono anziani. Lui è sulla settantina e veste con una discreta eleganza. Lei dimostra qualche anno di meno. Anche lei è vestita molto bene e si muove con una grazia non comune. Entrambi hanno dei capelli bianchissimi. Si tengono per mano.

Il caso vuole che si siedano di fianco a me durante la proiezione.

Li osservo. Si tengono ancora per mano. Ogni tanto la mano di lei scivola sull’avambraccio del suo compagno con un gesto tenerissimo. Mi sento quasi un intruso in un momento di intimità.

Finisce il primo tempo. Cominciano a chiacchierare allegramente discutendo del film, della trama, di quale attore o personaggio gli sembra maggiormente riuscito. Ogni tanto ridono, di gusto. Quelle risate cristalline e sincere che denotano complicità.

Sorrido anche io.

Il film termina. Lui aiuta lei ad indossare il cappotto e lasciano la sala.

Ognuno per la sua strada.

Qualche volta funziona. Sì, qualche volta funziona.