Di forum e commenti

Come chi di voi mi segue da qualche tempo sa, io coltivo una grande quantità di passioni più o meno accese. La rasatura tradizionale, la tecnologia, la musica, la lettura, la motocicletta, la magia e tante, tante altre.

Come tutti cerco di informarmi di quello che accade nell’universo di quelle passioni. Mi sono iscritto a forum online, a pagine Facebook, seguo attivamente diversi blog di settore e comunità su Reddit.

Fino a qualche tempo fa ero piuttosto attivo nelle conversazioni.

Da circa sei mesi ho smesso completamente di commentare e di partecipare attivamente a questi gruppi. Come si dice in gergo, mi limito ad essere un lurker.

Come considerazione più generale ho smesso di commentare qualsiasi cosa online, se non i post di persone che reputo all’altezza delle affermazioni che fanno.

Se è vero che uno dei problemi dei social media è quello dell’odio “a prescindere” io trovo che ci sia un altro fenomeno assolutamente rilevante.

La gente non ha alcuno desiderio di confrontarsi in maniera costruttiva su qualsiasi argomento. Nessuno è disposto a cambiare idea o posizione e tutti si ritengono i massimi esperti della materia, sempre. La maggior parte delle persone è assolutamente scevra di qualsiasi forma di umiltà. Leggere “Ho sbagliato” e equivale a vedere un unicorno nel bosco.

Io, personalmente, non ho nessun problema ad ammettere che ho sbagliato. Mi è capitato di farlo anche davanti a clienti importanti e, quindi, in ambito professionale. Ricordo che durante la presentazione ad un direttore marketing di una delle più grandi aziende di credito Italiane stavo dicendo una cazzata colossale. Fui interrotto da una delle mie persone e, dopo la sua spiegazione, ammisi candidamente di avere commesso un errore. Finita lì. Non è che se sei il General Manager non dirai mai una cazzata.

Se questo è vero in ambito professionale, tanto più facile dovrebbe esserlo per cose che non sono vitali e che dovrebbero rappresentare per tutti un momento piacevole e di confronto.

Si deve avere la misura della importanza relativa di quello di cui si sta discutendo. Se leggo un post sulla affilatura di un rasoio a mano libera e vedo la gente prendersi per i capelli riguardo la migliore pietra e la migliore procedura da utilizzare a me viene da sorridere. Bisognerebbe ricordarsi che stiamo sempre parlando di acciaio che viene sfregato su un sasso. Tutto lì.

Non stiamo parlando della cura per il cancro.

In un mondo in cui tutti oramai vogliono vendermi qualcosa ed in cui tutti si ritengono guru di un qualsiasi argomento, modestia ed umiltà sono gli strumenti che ti salvano la vita.

Anche un pochino di sana indifferenza non guasta.

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Claudio

Condivido la riflessione. Aggiungo che è importante capire perché si sta li, su quel forum, in quel luogo virtuale. Se ho voglia di imparare, ascoltare e capire sono fasi imprescindibili. Se voglio fare il master, lo posso fare, ma in mille modi diversi. Insomma, domandarsi le motivazioni personali di partecipazione a una discussione, una motivazione voluta, non spinta dall’emotività.

Claudio

Condivido.
E leggere e farsi la propria idea nel silenzio della propria mente, è un punto imprescindibile per la relazione. L’ascolto parte da lì. In silenzio, magari dire ‘questa non la sapevo, peoviamo’