Percezione

Photo by Caleb Woods on Unsplash

Da qualche mese ho ripreso a scrivere con una certa costanza su queste pagine e devo confessare che ne sentivo la mancanza. Non credo si possa dire lo stesso dei miei undici lettori ma questo è del tutto irrilevante.

Non presto mai particolare attenzione alle statistiche del sito, di Medium o LinkedIn. Mi limito a rispondere quando qualcuno lascia qualche commento, sopratutto per avere speso del tempo leggendo quello che scrivo.

Per puro caso l’altro giorno ho guardato le statistiche del sito e ho dato una occhiata all’elenco degli articoli più letti.

Ne sono uscito con una strana sensazione.

Mentre scrivo qualcosa mi capita di pensare che le parole che stanno finendo sulla pagina possono davvero essere interessanti e, forse, utili per qualcuno. Ne sono proprio convinto.

In altri casi mi dico che quello che sto scrivendo è una cosa che alla fine serve solo a me. Una sorta di pagina di diario che mi capiterà di rileggere in futuro, sorridendo.

Ed invece è spesso il contrario. Quegli articoli che penso essere interessanti sono letti di meno mentre cose più leggere, spesso corte e senza grandi contenuti, tendono ad essere letti con maggiore frequenza.

Evidentemente è un problema relativo alla mia percezione del valore di quello che sto scrivendo.

La cosa comunque mi ha sorpreso. Adesso le statistiche le riguardo l’anno prossimo che tanto non ce ne è molto bisogno.

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