Sensazione

Photo by Alberico Bartoccini on Unsplash

In queste ultime settimane la guerra in Ucraina campeggia su tutti i media con grande dovizia di particolari. Tutto sommato mi sembra giusto dato che in buona sostanza è un affare che sta dietro la porta di casa nostra.

Quello che mi lascia un pochino perplesso è il fatto che dello stato della pandemia si parla veramente poco e, almeno io, faccio fatica a capire a che punto siamo.

Da un lato c’è un rilassamento dei vincoli. Lo scorso fine settimana il lago è stato invaso dai turisti. I ristoranti erano pieni all’inverosimile e la sensazione generale era che della pandemia non si ricordasse nessuno.

Immagino che la situazione fosse del tutto simile in altre località di villeggiature o nelle grandi città.

Mi sembra che il grande desiderio di normalità si sia trasformato in una falsa sensazione di sicurezza. Qualcosa del tipo “passata la festa, gabbato lo santo”.

Eppure uno sguardo veloce ai numeri dei contagi racconta un’altra storia. Il virus non sta affatto scomparendo. Nella giornata di ieri si sono sfiorati i 100.000 nuovi contagi. I ricoverati aumentano ed i morti sembrano essersi da tempo attestati nell’intorno delle 150 unità.

Se guardo questi numeri io non mi sento affatto al sicuro. Alla fine ho deciso che continuerò a mantenere l’approccio dei mesi passati. Cercare di ridurre al minimo i contatti sociali, continuare ad indossare la mascherina e via dicendo.

Da un lato si tratta forse di un approccio integralista e dall’altro mi sento ancora personalmente minacciato dalla eventualità di un contagio.

E’ vero che molte delle persone che sento contagiate sembrano manifestare sintomi lievi ma non vorrei finire nel cluster di quei 150 morti di cui si legge ogni giorno.

La mia personale sensazione è che non ne siamo ancora fuori.

Mi stupisce anche il rilassamento delle misure di prevenzione. Si parla anche di abolire le mascherine al chiuso a partire dal 1 Maggio.

Credo che nessuno possa dire che oramai ci siamo un pochino rotti le scatole delle limitazioni. Sono due anni che ci troviamo in una situazione critica con misure più o meno limitanti. Tutti proviamo il desiderio di ritornare ad una vita normale o, se non altro, ad una nuova normalità che dobbiamo costruire.

Mi domando solo se sia davvero arrivato il momento di abbassare la guardia spinti dalla repulsione verso qualsiasi limitazione.

Al di là delle raccomandazioni e dei divieti rimani comunque la possibilità di una scelta personale, come quella che ho fatto io.

Non desidero imporre nulla a nessuno, ovviamente.

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