Stampante 3D

Photo by Inés Álvarez Fdez on Unsplash

Ovvero, delle cose cui non riesco a resistere.

Sono sempre stato affascinato dal tema della stampa 3D ma ne sono sempre stato lontano perché non mi sentivo grandemente confidente rispetto all’uso che avrei potuto farne.

In passato i prezzi erano particolarmente alti ed anche questo aspetto ha contribuito a rimandare nel tempo un acquisto di un oggetto del genere.

Alla fine ho ceduto alla tentazione, complice l’arrivo del Natale e la liberazione di un angolo in una delle mie scrivanie nel mio studio. Ho fatto qualche ricerca e mi sono documentato. Certamente non volevo cedere un rene per quello che sarebbe stato poco più di un esperimento e desideravo qualcosa che non richiedesse una laurea in ingegneria meccanica per potere essere reso funzionante.

Alla fine mi sono deciso a premere il pulsante ed ho ordinato una stampante Flsun Q5.

La stampante ha richiesto una decina di giorni per arrivare nel mio studio ed è da assemblare prima di poterla utilizzare. Prima che arrivasse mi sono guardato un paio di tutorial su YouTube per capire se sarei stato in grado di compiere l’opera e non fare casino. Devo dire che le istruzioni a corredo sono discretamente dettagliate e gli attrezzi che arrivano insieme alla stampante mi hanno permesso di mettere la stampante in opera in meno di mezz’ora.

Avevo in giro un paio di Raspberry Pi del tutto inutilizzati ed ho deciso di dedicarne uno alla gestione della stampante per mezzo del software Octoprint.

Data l’architettura del mio studio non mi era conveniente collegare la stampante direttamente al mio computer e quindi ho deciso di “remotizzarla” grazie al software di cui sopra. Devo dire che è stata una scelta ottima. Il software funziona che è una meraviglia. Dopo qualche settimana di uso di Octoprint mi sono anche deciso a fare una donazione allo sviluppatore. Mi ha risolto un problema e le cose fighe andrebbero sempre remunerate.

A questo punto sono entrato nel favoloso mondo dei materiali per la stampa 3D. Anche in questo universo ci sono guerre di religione ed alla fine mi sono deciso per un PLA che non costasse una cifra esorbitante e che avesse delle discrete recensioni online. A memoria non ricordo il brand ma devo dire che sino ad ora si è comportato secondo le mie aspettative, ammesso che ne avessi di sensate rispetto ad un mondo che non conosco affatto.

Così come suggerito dal produttore ho provveduto alla calibrazione dell’estrusore rispetto alla superficie di stampa. Procedura semplicissima con questa stampante.

A questo punto era arrivato il momento di verificare se le mie capacità di assemblaggio avevano reso il servizio richiesto. Ho stampato i file di test che sono resi disponibili dal produttore e ho perso l’ora successiva a vedere spostarsi l’estrusore sulla superficie di stampa. E’ una cosa decisamente ipnotica ed ha decisamente un suo fascino.

Al termine ho avuto il mio primo pezzo stampato in tre dimensioni. Una cosa del tutto priva di utilità pratica ma che serviva solo ed esclusivamente a verificare se tutto funzionava a dovere.

Da questo punto in poi la curva di apprendimento diviene un pochino più ripida.

In prima istanza scopri che hai bisogno di uno slicer per stampare i vari modelli che trovi online. Da qui segue la solita indagine online per capire quale possa essere la scelta giusta. Una stampante 3D è governata da una infinità di parametri diversi e capire che influenza questi hanno sulla qualità della stampa non è una cosa affatto banale. Ci vuole tempo e buone letture per arrivare ad avere almeno una comprensione di base ed ottenere dei risultati soddisfacenti.

Dopo qualche test mi sono oramai orientato verso l’uso di Ultimaker Cura che è ragionevolmente semplice da utilizzare e gratuito.

Forse non è il più flessibile del mondo ma non richiede di spendere trentasette giorni per leggere il manuale d’uso.

Ora posso finalmente stampare modelli scaricati dal web ma come faccio a disegnare io degli oggetti da stampare?

Qui la cosa si fa parecchio complicata ed il tema non è affatto semplice. Per il momento sto sperimentando FreeCAD ma devo confessare che la cosa non è per nulla semplice. E’ una applicazione complessa che richiede tempo e dedizione. Mi ci sono messo ma sino ad ora riesco solo a fare delle cose molto semplici.

Ok, ma alla fine a che ti serve una stampante 3D?

In sostanza la risposta è che si può tranquillamente vivere senza avere una stampante 3D. La mia natura mi fa comunque dire che è una figata e sino ad ora mi sono stampato degli oggetti che mi sono tornati utili.

Ho stampato un sostegno per la Magic Keyboard che la ha resa migliore nell’utilizzo. Ho stampato un paio di accessori per la cucina. Ho stampato un supporto per le pietre che utilizzo per affilare i miei rasoi a mano libera. Ho stampato una staffa per un cancelletto che Buzz aveva mordicchiato, e questa me la sono ricreata su FreeCad con tanto di utilizzo di un calibro per le misure. Ho stampato un support per i miei HUB USB che ora non fanno più casino sulla mia scrivania.

Ok, concordo. Niente che sia un salvavita ma certamente una esperienza interessante per chiunque coltivi i miei stessi interessi.

Ora sono molto interessato ai meccanismi che riguardano gli orologi meccanici ed ho trovato online delle cose spettacolari, come questa, ad esempio: 3D Printing The World’s Most Expensive And Complex Watch Mechanism

Semplicemente spettacolare.

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