Stiamo esagerando?

Guardo il video di un elicottero della Guardia di Finanza che insegue un pericoloso criminale in fuga sulla spiaggia di Venezia. Sull’elicottero si trova anche una giornalista che in diretta video con lo studio commenta in maniera concitata le fasi dell’inseguimento mentre in sottofondo suona la cavalcata delle Valchirie in perfetto stile Apocalypse Now. Manca solo Marlon Brando che dice: “Mi piace l’odore del Coronavirus al mattino”.

Il pericoloso criminale, in perfetta solitudine, sta correndo lungo una spiaggia.

Allo stesso tempo ci sono molti altri video che mostrano droni utilizzati per la ricerca dei trasgressori alle disposizioni dei vari DCPM che sono stati emessi sino ad ora. Anche nel piccolo comune in cui abitavo sino ad un paio di anni fa il sindaco fa mostra del drone in dotazione alla Polizia Municipale.

Per fortuna il buon Dott. Franco Gabrielli, Capo della Polizia, di concerto con l’ENAC decide che non è il caso di utilizzare i droni per questo genere di controllo del territorio.

Sempre in tema, davanti a casa mia vedo spesso la barca della Guardia di Finanza che pattuglia le rive del lago sempre alla ricerca dei pericolosi trasgressori del confino.

Faccio qualche considerazione.

Davvero riteniamo utile questo dispiego di forze e tecnologia per contrastare questi casi? In senso lato potremmo dire che sì, è ragionevole perché si sta mettendo a rischio la salute pubblica. Dall’altro mi viene da dire che il costo di mantenere in volo un elicottero è troppo alto per dare la caccia ad un deficiente che fa jogging sulla spiaggia.

Infine mi viene da dire, riprendendo quello che scrissi tempo fa, che c’è qualcosa che non mi quadra in questa narrazione. Il messaggio che passa mostrando le immagini dell’elicottero è questo: “Se la Guardia di Finanza si spinge ad utilizzare strumenti così costosi per evitare che la gente si muova da casa, anche dando la caccia al singolo podista solitario vuole dire che anche il singolo e solitario omino è un rischio enorme per la salute pubblica”.

Ora, che il deficiente podista se ne sarebbe dovuto stare a casa sul divano è fuori di dubbio, ma che si faccia ricadere la responsabilità di questo disastro solo ed esclusivamente sul suo comportamento mi sembra, quantomeno, azzardato.

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