Nuova vita per il design

Nella giornata di ieri guardavo una immagine postata su Facebook. L’immagine è questa:

Mi ha fatto molto sorridere. Da un lato è vero che questo momento complesso ha costretto aziende e persone a fare leva su strumenti digitali per potere rimanere in contatto o potere continuare a lavorare senza una presenza fisica in un ufficio.

Dall’altro stiamo solo scalfendo la superficie.

Il digitale in questo momento è una sorta di strumento di primo soccorso. Ci sta aiutando in questa fase di isolamento in modo decisivo e certamente spingerà le azienda ad utilizzare strumenti digitali in maniera molto più spinta per affrontare le sfide del futuro.

Certamente non basta, così come non basta la Digital Tranformation. Ho già scritto in passato di come considero la Digital Transformation una cagata pazzesca (qui). Non ho cambiato idea.

Quello che serve non è la trasformazione digitale. Quello che serve è utilizzare gli strumenti che le varie discipline del design ci mettono a disposizione per progettare il nuovo futuro che ci aspetta.

Questa progettazione non sarà solo digitale. Coinvolgerà certamente gli spazi fisici, gli oggetti di uso comune, le relazioni personali e con i clienti, le relazioni tra ecosistemi diversi. Insomma ogni singolo aspetto della nostra vita.

Fortunatamente per noi il design è estremamente potente e sono assolutamente sicuro che sia in grado di affrontare in maniera efficace questa sfida. Noi che lo pratichiamo da decenni sappiamo bene quanto gli strumenti che ci offre si possano applicare a qualsiasi problema.

Per favore, cominciamo a parlare di trasformazione e usiamo il digitale non come deus ex machina ma come uno dei tanti strumenti che dovremo usare per progettare un futuro sano per tutti.

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